Sanità: sempre più bolognesi ricorrono al privato per tagliare i tempi di attesa
Oltre un terzo dei bolognesi ha atteso almeno tre mesi tra prenotazione ed erogazione della prestazione con il servizio sanitario nazionale
Un numero crescente di bolognesi rinuncia al sistema sanitario pubblico e si rivolge al privato per aggirare le liste d’attesa: è quanto emerge dalla nuova indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, che ha interrogato in merito un campione di cittadini del capoluogo emiliano.
Più di un quarto degli intervistati (27%) dice di essersi rivolto di più alla sanità privata nell’ultimo anno, mentre solo il 25% afferma di aver effettuato visite legate a una malattia prevalentemente attraverso il sistema pubblico. E nonostante più di due terzi affermino di avere ancora fiducia nella sanità pubblica (67%), per il 34% del campione da sola non è stata sufficiente per rispondere a tutti i loro bisogni di cura.
Non è difficile individuare quale sia la causa: il 77% dei bolognesi indica i tempi di attesa come il motivo per cui il SSN non risponde ai suoi bisogni sanitari, con il 66% che pensa siano aumentati rispetto a 2-3 anni fa. Anche gli altri fattori indicati come più importanti vanno nella stessa direzione, in primis i pochi posti disponibili (44%) e le difficoltà di prenotazione (31%). In effetti, la maggioranza di chi è ricorso alla sanità privata dice di averlo fatto proprio per tagliare i tempi di attesa (51%) e per avere maggior disponibilità di date e orari (22%).
Ad essere messa in discussione non è dunque la qualità del sistema pubblico. Anzi, in merito la ricerca ha rilevato delle evidenze positive: aumenta la percentuale di chi si dice soddisfatto delle cure ricevute, che sale al 62% dal 46% dell’indagine precedente, mentre la percentuale di chi ritiene la sanità pubblica italiana tra le migliori al mondo (47%) è in linea con il 2024. Ma se il 64% di chi si è rivolto al privato ha atteso solo pochi giorni per l’erogazione delle prestazioni, con il pubblico oltre un terzo dei bolognesi (35%) ha aspettato almeno 3 mesi, e in alcuni casi (11%) addirittura sei.
Per i bolognesi, dunque, la priorità del SSN deve essere ridurre i tempi di attesa per ricoveri, visite e analisi, un’opinione condivisa da quasi due intervistati su tre (63%). In molti (66%) concordano che l’integrazione della sanità privata nel SSN possa alleviare la pressione sul sistema pubblico e ridurre le attese, e il 54% vede con favore anche un maggior ricorso alla telemedicina e ad altre soluzioni tecnologiche per l’assistenza a distanza.