Ambiente
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Convertito in legge, il decreto prevede numerose modifiche fra cui alcune relative all’ambiente

Il Decreto Recovery 2022 per l’attuazione del PNRR contiene varie norme in materia di risorse idriche, modificando in particolare l’articolo 154 del Codice dell’ambiente, in materia di tariffa del servizio idrico integrato, con lo scopo di prevedere che nella determinazione dei canoni si tenga conto anche dei costi dell’inquinamento, conformemente al principio “chi inquina paga”.

C’è una stretta per le mini-gestioni autonome del servizio idrico. Entro il 30 settembre 2022, l’ente di Governo dell’ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni che non hanno una riserva propria pregiata.

Inoltre, il testo prevede che il Ministro della Transizione ecologica, d’intesa con la Conferenza Unificata, adotti un Piano d’azione per la riqualificazione dei siti inquinati orfani.

Si prevede anche l’emanazione di decreti dello stesso ministro della Transizione ecologica per la ricognizione e la riperimetrazione dei siti contaminati attualmente classificati di interesse nazionale (Sin). Lo scopo è quello di rivedere la presenza di aree non interessate da attività inquinanti.

Ci sono poi una serie di modifiche alla disciplina della valutazione ambientale strategica (Vas) per la riduzione dei tempi procedimentali. Infine, il Decreto Recovery 2022 anche previste anche norme relative all’attribuzione di contributi statali ai Comuni. Tali fondi sono relativi alla materia di efficientamento energetico, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e messa in sicurezza e valorizzazione del territorio.