Energie per clima Hera
(©Ufficio Stampa Gruppo Hera)

L’82% dell’energia elettrica usata dal Gruppo Hera per le proprie attività è già rinnovabile

Quello che è accaduto al ghiacciaio della Marmolada non è, purtroppo, reversibile, così come altri effetti devastanti dei cambiamenti climatici, ormai sotto gli occhi di tutti. La riduzione delle emissioni climalteranti, pertanto, è imprescindibile, perché, se condotta con successo, potrebbe contribuire a contenere il cambiamento climatico – che ha ormai carattere di crisi conclamata – e i relativi effetti.

Online il report in cui Hera rendiconta la riduzione delle proprie emissioni

Tutto questo è al centro della nuova edizione del report tematico di sostenibilità Energie per il clima, da poco disponibile online e prossimamente anche ai principali sportelli clienti del Gruppo, nel quale Hera racconta i principali risultati già raggiunti dalla multiutility lungo la strada del grande obiettivo di riduzione delle emissioni del 37% entro il 2030, validatole l’anno scorso dal prestigioso network internazionale di Science Based Targets initiative. Il Gruppo Hera è infatti attivo da anni per “perseguire la neutralità di carbonio”, obiettivo che dal 2021 è entrato anche a far parte dello Statuto stesso come “scopo” della multiutility. Per Hera il contrasto al cambiamento climatico è cruciale e si traduce in un’azione ad ampio raggio che va dalla vendita di energia elettrica rinnovabile e gas con compensazione della CO2 alla promozione dell’efficienza energetica, in una logica inclusiva che coinvolgendo anche clienti e fornitori contribuisce ad aumentare le stesse possibilità di successo della transizione auspicata anche da Bruxelles.

A Bologna sviluppo di soluzioni per le clean energy, autoconsumo energetico e interconnessione dei sistemi di teleriscaldamento

A Bologna sono numerose le iniziative di Hera che contribuiscono alla transizione energetica e allo sviluppo di soluzioni nell’ambito delle energie pulite. Tra queste, rientra il progetto per la realizzazione di un impianto con tecnologia power-to-gas (per trasformare, attraverso un processo di elettrolisi, l’energia elettrica prodotta in eccedenza da fonti rinnovabili in idrogeno e successivamente in gas “verde” rinnovabile) presso il depuratore di Bologna Corticella, già in fase di avanzata progettazione e con avvio previsto entro il 2023. Il gas così ottenuto – si stima 1,2 milioni di metri cubi annui per 200 tonnellate di emissioni evitate – potrà essere immesso direttamente nelle reti.

Al termovalorizzatore di Granarolo verrà realizzato, invece, un impianto per la produzione di idrogeno che, miscelato con il gas verde, sarà immesso nella rete gas, contribuendo al processo di decarbonizzazione degli usi termici urbani.

Nel piano industriale al 2025 è poi prevista a Bologna l’interconnessione dei due sistemi di teleriscaldamento (Sede S. Giacomo e CAAB Pilastro),oggi separati. I principali benefici saranno: un minore uso di gas metano, grazie al recupero del calore di scarto del termovalorizzatore di Granarolo, la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e di anidride carbonica.

In via Usodimare a Bologna, inoltre, è nato il primo esempio cittadino di autoconsumo collettivo condominiale, grazie a un accordo firmato con Hera Comm, la società di vendita gas ed energia elettrica del Gruppo Hera. La realizzazione del progetto pilota porterà all’installazione dell’impianto fotovoltaico e al suo avvio entro fine anno sul tetto della palazzina da 18 appartamenti al civico 5. L’energia elettrica prodotta alimenterà sia le utenze comuni sia parte del fabbisogno energetico dei singoli nuclei familiari che abitano l’edificio, permettendo una maggiore indipendenza dalla rete con una quota di autoconsumo stimata tra il 55% e il 60% dell’energia prodotta. I benefici ambientali equivalgono ogni anno al mancato consumo di oltre 29 barili di petrolio e a 11,4 tonnellate di CO2 evitate, pari a quella assorbita da 569 alberi. 

Il 30% dei clienti bolognesi gas e luce ha già raggiunto la neutralità di carbonio

I consumi interni di energia del Gruppo sono scesi del 6,8% rispetto al 2013 e già oggi l’82% dell’energia elettrica utilizzata da Hera per alimentare le proprie attività è di natura rinnovabile. Per quanto riguarda i contratti luce sottoscritti da tutti i clienti residenziali a mercato libero, la percentuale delle forniture di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili sale al 100%. Considerando gas e luce insieme, inoltre, i clienti che grazie alle offerte “verdi” della multiutility hanno già raggiunto la neutralità di carbonio sono ormai il 26,9%, e nel bolognese toccano addirittura il 30%. Grazie a Hera 1.200 condomini hanno ridotto i loro consumi del 40%, mentre gli impianti di cogenerazione installati dal Gruppo presso aziende terze hanno già permesso di evitare l’emissione di 16 mila tonnellate di CO2, e ulteriori 1.300 tonnellate di anidride carbonica sono state scongiurate nell’arco di un solo anno grazie agli interventi condotti sull’illuminazione pubblica.

“Gli effetti ormai evidenti dei mutamenti climatici – commenta Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Heraci invitano a proseguire con rinnovato slancio sulla strada di una transizione che per noi passa anche dallo sviluppo di più fonti rinnovabili: penso per esempio alla nostra produzione di biometano, oggi pari a oltre 8 milioni di metri cubi all’anno, che intendiamo più che raddoppiare entro il 2025, ma penso anche all’idrogeno come vettore energetico, di cui proprio quest’anno abbiamo avviato tre iniziative di sviluppo, tra cui la realizzazione di un impianto power-to-gas presso il depuratore di Bologna in grado di produrre biometano attraverso la combinazione dell’idrogeno e dell’anidride carbonica derivante dalla depurazione delle acque reflue. Per non dire del fotovoltaico, con un programma di installazione di impianti su discariche esaurite e impianti del ciclo idrico”