Dozza opera La Mungitura
(©Ufficio Stampa Comune Dozza)

Un successo la ‘trasferta’ cervese. Barbara Chiarini, Fondazione: “Consensi che alimentano riflessioni”

Lo strappo de ‘La Mungitura’ di Roberto Sebastian Matta è tornato a casa. Dopo un mese in trasferta al Magazzino del Sale Torre di Cervia, per prendere parte alla mostra ‘Sogno o son desto?’, l’opera è rientrata in mattinata nella sua tradizionale collocazione all’interno della Rocca di Dozza.

Un viaggio estivo in riviera assolutamente positivo per lo strappo del capolavoro vincitore della prima edizione del Muro Dipinto tutelato dal municipio locale attraverso l’attività della Fondazione Dozza Città d’Arte. Già perché, numeri alla mano, l’esposizione curata dal professor Claudio Spadoni e promossa dalla CNA di Ravenna e dal Comune di Cervia ha riscosso unanimi consensi. Il percorso caratterizzato dalla presenza di quaranta opere di artisti di diverse generazioni, a copertura di più di un secolo di storia dell’arte, ha chiamato a raccolta oltre 18mila visitatori.

Un successo senza precedenti trainato da prestiti importanti, come quello dozzese con lo strappo de ‘La Mungitura’ di Matta, che ha puntato le luci dei riflettori sui maestri storici come de Chirico, Savinio, Sironi, Funi, Licini e grandi protagonisti della generazione salita alla ribalta nel secondo dopoguerra come Matta, Scanavino, Moreni, Morlotti, Vacchi e Mattioli. Senza dimenticare i noti artisti dagli anni Sessanta in poi come Ontani, Giosetta Fioroni, Schifano, Baj, De Dominicis, i portacolori della scena attuale come Paladino, Cucchi, Pulini, Violetta, Pompili ed i promettenti emergenti Eron, Rivalta e Lucia Nanni. La mostra ha raccolto l’unanime favore di critici, addetti ai lavori e pubblico generico ed è già stata richiesta dal Museo Rimoldi delle Regole di Cortina d’Ampezzo per la stagione invernale.

Missione compiuta anche per la Fondazione Dozza Città d’Arte che nel soggiorno cervese del capolavoro aveva intravisto fin dal primo istante l’opportunità di una straordinaria vetrina di valorizzazione. E l’attenzione ricevuta dall’opera ha innescato diverse riflessioni. “Valorizzare e tutelare al meglio il patrimonio culturale gestito dalla Fondazione è la mission che guida la nostra operatività quotidiana – spiega Barbara Chiarini della Fondazione Dozza Città d’Arte che ha seguito in prima linea l’intero iter di prestito dell’opera sull’asse Dozza-Cervia – Il successo dell’esposizione cervese alimenta importanti riflessioni. Stiamo pensando ad una serie di nuovi allestimenti interni al percorso di visita della Rocca in grado di evidenziare ulteriormente, al cospetto del pubblico, il crescente peso specifico di questo ed altri capolavori d’arte conservati tra le mura della fortezza”.