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Il delicato caso approderà probabilmente in Procura

In questo momento, l’Ufficio Legale del Nuovo Sindacato Carabinieri sta valutando il contenuto della delibera n. 138 del 29 marzo 2021 del Consiglio di Base di Rappresentanza della Legione Carabinieri Abruzzo, che in uno slancio difensivo a spada tratta a tutela del loro Comandante di Legione, Carlo Cerrina, che era stato oggetto di legittime critiche e comunicati stampa da parte di questo Sindacato e di altra sigla sindacale, si è spinto ad accusare i militanti di alcuni sindacati di aver dileggiato i vertici istituzionali e l’istituzione stessa  per non parlare dell’accusa di essere in malafede nel cuore e di agire per obiettivi non coerenti con i valori fondanti dell’Arma dei Carabinieri.

Ma l’accusa più grave è quella di aver fatto gravi allusioni nei confronti dei sindacalisti militari scrivendo testualmente:“Rifiutiamo l’idea che si possa  crescere sindacalmente graffiando o uccidendo l’arma dei Carabinieri…”

Respingiamo con forza l’accusa di essere degli “assassini” e dispiace constatare che l’assemblea composta da ben 11 colleghi e presieduta da un altro Ufficiale, abbia voluto sottoscrivere una delibera infamante nei termini, nei toni e nel contenuto, tale da essere meritevole del vaglio da parte di un organo terzo quale sarà l’Autorità Giudiziaria Militare.

“Siamo sempre stati disponibili al confronto ma riteniamo inaccettabili gli insulti gratuiti messi nero su bianco da personale, che forse preso dalla foga di voler assumere una strenua difesa del loro Comandante, forse neanche si sono resi  conto di cosa avevano scritto. C’è un limite a tutto” – commentano dalla segreteria generale del Nuovo Sindacato Carabinieri.