Carabinieri tutela patrimonio Bologna
(Ufficio Stampa Carabinieri)

Sono 37 le persone denunciate per aver violato le norme del Codice Penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale

Nel 2020, tenendo conto delle ripercussioni negative dovute alla pandemia in atto, anche nel settore del commercio dei beni culturali, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bologna hanno continuato ad impegnarsi nell’attività preventiva, che fa registrare, rispetto all’anno precedente, da un lato un decremento delle verifiche di sicurezza a musei – biblioteche e archivi (– 53,3%) e del – 47,8% per quelli a mercati e fiere antiquariali, in considerazione della chiusura per lunghi periodi per i primi e sospensione per i secondi, a causa delle misure restrittive dovute alla situazione di emergenza sanitaria nazionale, dall’altro, per quello che riguarda i controlli e la vigilanza delle aree tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali si è registrato un rilevante incremento (+113,7%), mentre per le aree archeologiche, l’aumento è stato di più lieve entità (+ 2,8%).

Ulteriormente incrementati sono stati i controlli “on-line” dei beni commercializzati nelle piattaforme di “e-commerce” e/o sui siti internet degli antiquari e case d’aste (+3,2%), verso i quali canali si sono trasferite tali attività di compravendita.

Infatti, i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC di Roma sono stati 1.895 con un incremento del 28,2%.

Sul piano repressivo, i Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 37 persone, poiché responsabili di aver violato le norme del Codice Penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale (Codice dei beni culturali e del paesaggio D.Lgs 22 gennaio 2014, n. 42): nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto di beni d’arte, ricettazione di opere d’arte rubate, contraffazione di dipinti, ma anche per reati in danno del paesaggio.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 7.997 beni, (+874,1%) di tipo antiquariale, archivistico e librario, 28 reperti paleontologici e 103 reperti archeologici, nonché 43 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato in € 1.500.550 per i primi e € 3.685.700 per quelle contraffatte.