Monte Faggiola 2021
(Ufficio Stampa Comune di Imola)

Alla cerimonia, organizzata nell’ambito del 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, erano presenti anche le autorità di Castel del Rio e Marradi

La Resistenza è patrimonio di tutti, come lo sono la libertà e la democrazia, per la cui conquista i partigiani, assieme a tanta parte della popolazione civile e a quei militari che non si piegarono al fascismo, lottarono e in molti casi morirono. Proprio dalla Resistenza, da quella lotta di Liberazione, è nata la nostra Costituzione, che con i suoi valori ancora oggi ci guida lungo la strada della libertà e della democrazia”.

Lo ha detto il sindaco di Imola, Marco Panieri, intervenendo a Monte Faggiola alla decima “Festa dei Partigiani – Mai più fascismi”, nell’ambito del 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e della celebrazione della 36ª brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini”.

Promossa dalle sezioni Anpi di Imola, Castel del Rio, Palazzuolo e Marradi e dai Comuni di Castel del Rio e Palazzuolo l’iniziativa ha visto dapprima la deposizione di una corona al Santerno Valley War Cemetery, in località Ceretola di Coniale, dove sono sepolti 287 soldati del Commonwealth morti nelle battaglie che si svolsero nell’inverno 1944-45 lungo la valle del Santerno, poi la deposizione di una corona al monumento, a Monte Faggiola, dedicato ai caduti durante la guerra di liberazione.

Erano presenti, fra gli altri, insieme al sindaco Marco Panieri, il vice sindaco Fabrizio Castellari, Gabrio Salieri (presidente Anpi di Imola), Alberto Baldazzi (sindaco di Castel del Rio), un rappresentante del Comune di Marradi, Luciano Neri (presidente Anpi di Marradi), Enrico Alpi (presidente Anpi di Castel del Rio).

“Quest’anno si celebrano i settantasei anni della Liberazione, in un contesto mondiale e nazionale molto diverso, per la verità è la seconda volta in questo contesto: la pandemia. Che ci ha cancellato certezze, quotidianità e ci lascerà macerie come quelle di una guerra, anche se sotto forme diverse. Ecco perché è importante “ritrovarsi” nelle nostre radici, nella nostra storia e “resistere” per ripartire anche da qui:nell’aprile del 1944 si costituì il primo nucleo della 4.a Brigata Garibaldi, che diventò poi la 36.a Brigata Garibaldi “Bianconcini”, le piccole bande che avevano vissuto alla macchia per alcuni mesi erano diventate una formazione militare efficiente e combattiva” – ha aggiunto Panieri, sottolineando la necessità di “alimentare la “memoria attiva”, tenendo aperto il ponte con le nuove generazioni, consegnando loro il testimone del ricordo e della consapevolezza della nostra storia”. 

“Se noi oggi abbiamo questa Costituzione lo dobbiamo ai partigiani e alle partigiane che animarono la Resistenza, alle truppe del Corpo Italiano di Liberazione, ai tanti che persero la vita in nome di quegli ideali – ha concluso Panieri – Lo dobbiamo anche alla popolazione civile che, nonostante i pericoli e la violenza dei nazifascisti, sostennero la lotta di liberazione. Non dobbiamo mai dimenticarlo. E anche questa giornata ci deve servire per stare uniti, in Europa, nel nostro Paese, nelle nostre comunità anche per ricordare i nostri Caduti, i sacrifici pagati dalla comunità e il grande vuoto che tanti uomini e donne che hanno vissuto con passione e impegno quel periodo hanno lasciato”.