Nsc Sulpl prezzo tamponi

Le due sigle sindacali di categoria chiedono l’accesso gratuito o a tariffa agevolata per chi lavora per la tutela e la sicurezza dei cittadini

A far data dal 15 ottobre 2021 (a seguito dell’emanazione del D.L. 21 settembre 2021, n. 127 “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”), per accedere ai luoghi di lavoro sarà obbligatorio essere in possesso del green pass.

Gli iscritti alle suddette sigle sindacali di categoria  sono per la maggior parte vaccinati e l’indirizzo delle segreterie va nella direzione della vaccinazione a tutela della salute pubblica. Una minima parte, per le più svariate motivazioni,  non lo è ma, non può essere lasciata sola.

Motivo per cui in prima battuta le Segreterie Provinciali di Piacenza hanno richiesto a Federfarma la possibilità di sottoscrivere un accordo volto ad ottenere tariffe agevolate per i pochi iscritti non vaccinati.

Da Federfarma abbiamo appreso che sono vincolati ad utilizzare la determina regionale e nazionale che ha calmierato il prezzo dei tamponi antigenici rapidi nasali a 15€.

Quindi i Segretari Regionali del NSC (Arma dei Carabinieri) Giovanni Morgese e SULPL (Polizia Locale) Paolo Sarasin hanno ritenuto opportuno appellarsi al Presidente Bonaccini e all’Assessore alle Politiche per la Salute Donini della Regione Emilia-Romagna, chiedendo loro di intervenire al fine di emettere un provvedimento doveroso e sacrosanto nei confronti di donne e uomini che sono quotidianamente impegnati per il bene della collettività e svolgono un servizio fondamentale per la tutela dei cittadini e del territorio, il contrasto alla criminalità e il rispetto della legge di poter accedere gratuitamente ai tamponi (o almeno a prezzi agevolati) per questo esiguo numero di lavoratori, fosse anche solo per un limitato periodo di tempo.

L’obiettivo secondo le scriventi Segreterie deve essere quello di rafforzare il sistema di screening al fine di rendere i luoghi di lavoro sicuri e questo lo si deve raggiungere senza imporre necessariamente l’obbligo vaccinale in modo surrettizio, a meno che non sia il Governo a livello centrale ad assumersi la responsabilità di imporlo.