Truffa anziani
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Protagonista, suo malgrado, della vicenda un’ottantenne di San Lazzaro di Savena

Tra giugno e luglio scorsi, un’ottantenne di San Lazzaro di Savena ha ricevuto molteplici telefonate da sedicenti impiegati della banca dove aveva aperto un conto corrente. I tre giovani truffatori, tutti campani di 22, 23 e 27 anni, già noti alle forze dell’ordine per diversi precedenti specifici, sono riusciti a farsi dare i dati per accedere ai suoi risparmi ed effettuare tutte le operazioni, per un bottino di 15mila euro. I militari dell’Arma sono giunti ad indentificarli incrociando i tabulati telefonici con i trasferimenti di denaro.

“Nonostante i numerosi avvertimenti per prevenire i raggiri ai danni delle categorie più vulnerabili – dichiara l’avvocato Fausto Pucillo, Responsabile di Codici Emilia-Romagna – i truffatori adottano sempre nuovi espedienti. Ricordiamo che non bisogna assolutamente dare informazioni personali, nomi di figli e parenti, indirizzo di casa, orari e periodi in cui si è soli, anche se la persona con cui si ha a che fare sembra perbene ed onesta. Non bisogna rivelare per telefono dati sensibili, poiché difficilmente verrebbero chiesti attraverso questi canali. Tra le figure più abusate per carpire la fiducia delle vittime ci sono sedicenti carabinieri, poliziotti e impiegati di banca. Bisogna sempre prestare la massima attenzione e, nel dubbio, fare qualche telefonata in più per essere certi di non incappare in raggiri”.

L’associazione Codici ha attivato i suoi sportelli per fornire assistenza alle vittime di truffa. I cittadini interessati possono inviare una segnalazione o richiedere l’assistenza dell’associazione contattando la sede regionale di Rimini al numero 0541.78.42.53 o all’indirizzo e-mail [email protected], oppure rivolgendosi alla sede nazionale telefonando al numero 06.55.71.996 o scrivendo all’indirizzo e-mail [email protected].