Fascicoli delitti Uno Bianca
La consegna dei primi faldoni processuali (Ufficio Stampa Regione Emilia Romagna)

E’ avvenuto oggi il trasferimento dalla Procura della Repubblica all’Archivio di Stato dei primi 180 faldoni relativi all’indagine cui seguirà a beve il versamento degli ulteriori 107 relativi alla celebrazione del processo presso la Corte d’appello

Conoscere per non dimenticare. Per fare memoria, in particolare tra le nuove generazioni, su uno dei più efferati fenomeni criminali della storia italiana.

Parte la digitalizzazione degli atti processuali della “Banda della Uno Bianca”, l’organizzazione criminale che tra il 1987 e il 1994 ha insanguinato Bologna, la Romagna e le Marche, con una scia di sangue che conta 24 morti e oltre 100 feriti. Una procedura, la digitalizzazione, che favorisce la conservazione e la consultazione di una mole straordinaria di materiale documentario cartaceo, audio-video e fotografico.

Oggi a Bologna, nella giornata in ricordo delle vittime della Uno Bianca, il Procuratore della Repubblica Giuseppe Amato ha consegnato la prima significativa parte della documentazione alla direttrice dell’Archivio di Stato, Giovanna Giubbini.

Si tratta di 180 faldoni contenenti gli atti relativi all’indagine, cui seguirà a breve il trasferimento di altri 107 faldoni relativi alla celebrazione del processo.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, la presidente dell’Associazione vittime Uno Bianca, Rosanna Rossi Zecchi, e il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi.

“Inizia oggi un nuovo, fondamentale atto di salvataggio della memoria, per scongiurare il rischio dell’oblio e dell’indifferenza rispetto a una delle pagine più drammatiche della storia della nostra regione e del Paese – ha detto il presidente Bonaccini Lo dobbiamo alle vittime e ai loro familiari, ma anche all’intera collettività e ai giovani in particolare. Alle ragazze e ai ragazzi che all’epoca di quei drammatici fatti che hanno seminato dolore e morte non erano ancora nati.  Ed è importante che questo progetto nasca dal territorio, frutto della collaborazione fra diverse Istituzioni che continuano un impegno iniziato con la digitalizzazione degli atti della Strage di Bologna e dell’Italicus. E’ anche questo un modo per tenere ben salde le ragioni della convivenza civile e democratica, in un esercizio costante di presidio di valori che siano condivisi dall’intera comunità regionale  e nazionale”.

Una riflessione cui si è unita la vicepresidente della Regione Elly Schlein che nel pomeriggio alle ore 15 parteciperà alla cerimonia di commemorazione delle vittime  presso il Giardino di Viale Lenin a Bologna. “Non è possibile costruire su solide basi il futuro della nostra Repubblica senza fare i conti con le pagine più drammatiche del nostro passato.  A tanti anni di distanza da qui drammatici episodi è fondamentale che ancora una volta le Istituzioni e, attraverso esse, l’intera comunità regionale, si ritrovino.”