Nuovo sindacato carabinieri logo

Il Sindacato: “Necessario affrontare questo grave problema con la giusta considerazione”

54…54 vite spezzate da un gesto estremo. Dall’inizio di quest’anno sono 54 gli appartenenti alle forze dell’ordine, alle forze armate, al personale delle guardie giurate e delle varie polizie locali che hanno deciso di farla finita, spesso con la propria arma in dotazione, più di uno a settimana.

L’età, il genere, il grado, è di qualunque tipo, uomini e donne, che lasciano i propri cari, spesso senza un messaggio scritto; colleghi che salutano con un sorriso il reparto la sera e l’indomani sono ritrovati esanimi nelle proprie case o nello stesso luogo di lavoro.

Chi si ritrova a vivere da vicino questa esperienza racconta di segni impercettibili, magari un silenzio a lavoro e casa che diventa un muro invalicabile, o anche, talvolta, si assiste ad una disperata ricerca di aiuto a familiari distanti centinaia di chilometri, ai propri partner. Tutti invece con la paura di esprimerlo al proprio superiore, per timore di venir sospesi o essere relegati ad altre mansioni, se non anche essere bollati come inidonei.

“Quasi la metà di questi suicidi avvengono nelle file dell’Arma dei Carabinieri; da inizio anno se ne contano 23 di cui 3 Carabinieri Forestali. Tutte le categorie ne sono coinvolte, da nord a sud, e l’età sono le più disparate” – spiegano dal Nuovo Sindacato Carabinieri.

Il nsc, che ha già sottolineato ogni qualvolta si è reso necessario ed ha anche affrontato il tema in un importante incontro tra le istituzioni avvenuto a Viareggio (Li) sabato 27 novembre 2021, si stringe intorno ai familiari di queste vittime, e li ricorda affinché il problema dei suicidi nel popolo “in divisa” venga affrontato con la giusta considerazione, tendendo, nelle sue articolazioni locali, ad essere sempre disponibile per qualunque militare necessiti di assistenza.