Castel san Pietro albo seggi
Il Municipio di Castel San Pietro Terme

La bimba avrà il cognome del padre seguito da quello della madre

E’ di una bambina, nata il 7 giugno da una giovane coppia, il primo atto di nascita registrato all’ufficio di stato civile del Comune di Castel S. Pietro Terme con il doppio cognome sulla base del nuovo quadro normativo definito dalla sentenza della Corte Costituzionale. 

La registrazione è avvenuta nella giornata di venerdì 10 giugno.

I genitori, entrambi residenti a Castel S. Pietro Terme, hanno scelto il cognome del padre, seguito da quello della madre.

Nei giorni scorsi, infatti, il Ministero dell’Interno, con Circolare n. 63, ha reso operative le nuove disposizioni, dopo la pubblicazione, il primo giugno scorso, in Gazzetta ufficiale della sentenza n. 131/2022 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 262, 2° comma, del codice civile, “nella parte in cui prevede, con riguardo all’ipotesi del riconoscimento effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, che il figlio assume il cognome del padre”.

Nella motivazione della pronuncia la Corte ha spiegato, che il cognome “collega l’individuo alla formazione sociale che lo accoglie tramite lo status filiationis”, “si radica nella sua identità familiare”, e perciò deve “rispecchiare e rispettare l’eguaglianza e la pari dignità dei genitori”

In base alle nuove regole, in attesa di una legge che definisca i passaggi che possono risultare più controversi, negli atti di nascita il cognome del figlio/della figlia deve comporsi con i cognomi dei genitori, nell’ordine dagli stessi deciso, fatta salva la possibilità che, di comune accordo, i genitori attribuiscano soltanto il cognome di uno dei due. Se non c’è accordo tra i genitori, è necessario l’intervento del giudice, che l’ordinamento giuridico già prevede per risolvere il disaccordo su scelte riguardanti i figli.

Una volta ottenuta la decisione del giudice, si dovrà procedere alla dichiarazione di nascita che sarà quindi tardiva (in tal senso il richiamo all’art. 31 del dpr 396/2000 nella circolare ministeriale) e, come motivazione del ritardo, si indicherà la scelta del cognome in via giudiziale.