Dozza opera La Mungitura
(©Ufficio Stampa Comune Dozza)

Sarà uno dei capolavori esposti alla mostra “Sogno o son desto?”

Un viaggio da Dozza a Cervia sotto il segno dell’arte. Ci sarà anche l’opera ‘La Mungitura’ di Roberto Sebastian Matta, vincitrice della prima edizione del Muro Dipinto di Dozza nel 1965 (divenuto in seguito Biennale) ed il cui ‘strappo’ è conservato da tempo in Rocca e tutelato dal municipio locale attraverso l’attività della Fondazione Dozza Città d’Arte, alla prestigiosa mostra ‘Sogno o son desto?’ organizzata al Magazzino del Sale Torre di Cervia dal 22 luglio al 21 agosto.

Un ‘prestito’ che strizza l’occhio alla straordinaria opportunità di valorizzazione del capolavoro realizzato nel borgo dal noto artista cileno, di casa a Parigi, ma con un viscerale legame con l’Italia dove si stabilì e morì nel 2002. Si tratta, infatti, di un’esposizione promossa da CNA Territoriale Ravenna in collaborazione con il Comune di Cervia e patrocinata anche dalla Provincia di Ravenna e dalla Regione Emilia-Romagna. Un evento curato da Claudio Spadoni, e che celebrerà una quarantina di artisti di diverse generazioni dal primo Novecento ai giorni nostri, con inaugurazione fissata in agenda per il prossimo 22 luglio alle ore 18.30.

L’opera dozzese, che potrà essere ammirata da un pubblico ampio e da una serie di competenti addetti ai lavori, farà parte della sezione centrale della kermesse intitolata ‘Il sogno dell’antico’. Un panorama eterogeneo di immagini sorprendenti, tra una visionarietà portata alle soglie dell’allucinazione e raffigurazioni che immortalano una realtà spaesata con suggestioni quasi favolistiche, attraverso varie soluzioni linguistiche. Tra i maestri presenti spazio a nomi blasonati del primo Novecento come De Chirico, Licini, Casorati e protagonisti della seconda metà del secolo scorso come Matta, Moreni, Scanavino, Vacchi, Baj, Morlotti, Giosetta Fioroni, Ontani, Cucchi e De Dominicis. Senza dimenticare l’attualità con D’Ambrosio e Rivalta, soltanto per citare la porzione centrale dell’esposizione.

Una ‘trasferta’ che ha preso il via proprio questa mattina dal castello nel borgo, alla presenza del vicesindaco del municipio Giuseppe Moscatello e del direttivo della Fondazione Dozza Città d’Arte, con il prelievo dell’affresco strappato delle dimensioni di 187×266 centimetri da parte di una ditta specializzata nel trasporto di tele di prestigio. Una fase preceduta da attente considerazioni relative alla tutela, alla salvaguardia ed all’esposizione in condizioni di massima sicurezza de ‘La Mungitura’. Così, dopo un esame dello stato conservativo dell’affresco da parte dell’esperta Lucia Vanghi, la Fondazione dozzese ha optato per l’esecuzione di un intervento di manutenzione ordinaria curato della restauratrice Elettra Ferrari Mazzanti. Una visione lungimirante che conferma la filosofia operativa della realtà guidata dalla presidente Simonetta Mingazzini sempre attenta alla valorizzazione di quel patrimonio artistico apprezzato ogni anno da migliaia di visitatori attratti dalla magia dell’antico borgo medievale.

“La richiesta di prestito di un’opera d’arte è senza dubbio un momento significativo per qualsiasi capolavoro – racconta Barbara Chiarini della Fondazione Dozza Città d’ArteUn passaggio che contribuisce alla valorizzazione ed alla crescita della sua levatura culturale ed artistica. ‘La Mungitura’ di Matta sarà ammirata ed apprezzata da un vasto pubblico in un contesto espositivo che contempla altre grandi realizzazioni. Un modo per costruire nuove e originali chiavi interpretative. Esplorare articolati sistemi di relazioni tra memoria e contemporaneità”. E ancora: “L’affresco, realizzato a Dozza, appartiene alla memoria storica del borgo. Ora possiamo osservarlo con occhi diversi – continua -. Una concreta opportunità di visibilità, anche attraverso il catalogo della mostra, che sarà da stimolo per approfondirne la conoscenza. La validazione del prestigio di un bene conservato e tutelato dal Comune di Dozza attraverso la Fondazione a cui dobbiamo riconoscere il ruolo di tutore attento e lungimirante”.