Pranzo centro sociale Imola
(©Ufficio Stampa Comune Imola)

Sono stati una sessantina gli ospiti del pranzo organizzato domenica 24 luglio

Ritrovarsi insieme a tavola, sotto il segno della solidarietà, dell’amicizia e della convivialità. E’ nato così il pranzo rivolto a chi è più in difficoltà, organizzato domenica 24 luglio, nella propria sede, dal centro sociale “Orti Bel Poggio”, con il coinvolgimento della Caritas diocesana, di Trama di Terre, della Fondazione Santa Caterina e della Croce Rossa Italiana – Comitato di Imola che ha visto prendervi parte una sessantina di persone.

“A leggere il nostro statuto si capisce che alla sua base c’è uno spirito di condivisione, diaccoglienza, di solidarietà, di inclusione. Inoltre l’orto che ho in assegnazione è posizionato in basso, per cui lungo i corselli vedo passare parecchia gente e spesso mi capita di ascoltare anche i loro discorsi – racconta Giuseppe Maggio, presidente del centro sociale ‘Orti Bel Poggio’ – Nel periodo di maggior produzione degli orti, a luglio e agosto, è facile sentire frasi del tipo: “Se ti vogliono dei pomodori, prendili pure, ne ho tanti”, oppure “Vuoi dell’insalata? Valla a prendere” o ancora “Ti serve della verdura? Io ne ho in abbondanza”. Così ho messo insieme le due cose, lo spirito dello statuto e l’abbondanza dei prodotti e devo dire che c’è stato parecchio entusiasmo da parte dei colleghi del Consiglio Direttivo. Inoltre mi ha positivamente meravigliato la risposta degli ortolani. Senza esagerare, credo che abbiano donato almeno 50 kg di verdure, e per essere la prima volta è un gran bel risultato”.

Un ringraziamento speciale Giuseppe Maggio lo rivolge ai volontari della cucina: “usando le parole del vescovo Mosciatti, si può dire che per 2 giorni consecutivi hanno lavorato alle porte dell’inferno. Se le temperature esterne in questi 2 giorni erano vicine ai 40 gradi, in cucina si lavorava con temperature ben oltre questa misura”.

Da qui l’idea di organizzare un pranzo di solidarietà a favore di chi più ha bisogno, a cui hanno preso parte anche il vescovo della Diocesi, S.E. mons. Giovanni Mosciatti, l’assessora al Welfare del Comune di Imola, Daniela Spadoni, il direttore della Caritas diocesana, Alessandro Zannoni con l’assistente don Walter Giberti, la presidente di Trama di terre Kadijia Ait Oubih, il presidente della mensa “prof. Buscaroli” in palazzo Monsignani,  Roberto Capucci, che ha aiutato per il trasporto, oltre naturalmente al presidente del centro sociale,Giuseppe Maggio, a tutto il comitato direttivo del centro sociale ed a tutti i volontari della cucina. La cucina ha preparato tantissimi piatti davvero molto buoni, con menu a base di ortaggi, per cui ogni partecipante ha anche potuto portare a casa qualcosa da mangiare per i giorni seguenti.

“E’ sicuramente una iniziativa nuova in un centro sociale, che ha per statuto la vocazione all’ accoglienza e alla solidarietà. I gestori degli Orti ci hanno dimostrato tutta la loro disponibilità a donare gratuitamente ciò che hanno ottenuto dall’orto a loro gratuitamente affidato dal Comune. Che dire? sembra proprio che ieri abbiamo fatto una esperienza concreta di welfare generativo – aggiunge da parte sua Daniela Spadoni, assessora al Welfare del Comune di Imola – Spero proprio che si sia anche iniziata una consuetudine, che nasce dalla consapevolezza che chi ha ricevuto può donare qualcosa a coloro che si trovano più in difficoltà; perché il pasto consumato insieme in un momento di festa sia anche il segno di una comunità attenta ai bisogni degli ultimi. E ciò ricorda anche alla politica che avere cura degli ultimi valorizza e aumenta la forza positiva di una comunità. Sedere alla stessa tavola con gli ultimi e condividere lo stesso pasto non èscontato.E’ stato un bel momento di condivisione delle reciproche vite, abbiamo parlato tanto, aiutato i bimbi a fare amicizia tra loro e con tutti gli ospiti. Un ospite ci ha detto, semplicemente, “che bello che è stare insieme”. Ringrazio il centro sociale “Orti Bel Poggio” che ha avuto il coraggio di aprire una strada, ci auguriamo che diventi una esperienza promossa da molti nella nostra città. Ringrazio i servizi sociali, tutte le realtà del terzo settore che hanno nel proprio cuore l’accoglienza ai fragili, chiunque essi siano”.