Bologna strage stazione 1980
(©AFP/Getty Images)

Il presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime ricorda la strage nel suo 42° anniversario

Di seguito parte del testo della comunicazione letta questa mattina in Piazza Medaglie d’Oro dal presidente Paolo Bolognesi a nome dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

“Lo stragismo è logica bellica al servizio di finalità politiche per nulla oscure: il condizionamento della vita democratica di una nazione, il mantenimento del potere nelle mani degli apparati più reazionari, la lotta politica concepita come scontro senza quartiere e improntata al ricatto del terrore’. In questo modo Pier Paolo Pasolini, nel 1975, definiva lo stragismo.
Una strage è un atto di guerra rivolto contro i propri cittadini.
E in guerra – come ci ricordano le terribili immagini provenienti oggi dall’Ucraina – si usano le persone come carne da macello.
85 morti e 200 feriti. Un’ ecatombe.
Quella del 2 agosto 1980 è stata la più efferata strage in tempo di pace dell’Italia repubblicana.
Secondo i piani di chi volle quel massacro di innocenti, su questo selciato avrebbero dovuto giacere per sempre non solo i corpi dei nostri cari, ma anche e soprattutto la consapevolezza democratica, la giustizia e la verità.
Così non è stato
“.