Bologna non dimentica strage 2 agosto
(©Giorgio Bianchi/Comune di Bologna)

Le parole del primo cittadino in occasione del 42° anniversario della strage ferroviaria

“Caro Paolo Bolognesi (ndr.), cari familiari delle vittime. Come Sindaco di Bologna intendo qui oggi esprimervi la grande vicinanza e la gratitudine della nostra città. Saluto le autorità civili e militari presenti, i tanti sindaci e amministratori venuti da ogni parte d’Italia con i loro gonfaloni e le fasce tricolore. Saluto in particolare i più giovani, voi che non eravate ancora nati quel giorno. Soprattutto saluto voi, cittadini bolognesi, anche quest’anno così presenti e numerosi. Insieme all’Associazione dei familiari delle vittime alcuni giorni fa abbiamo dato un annuncio.

La notizia cioè che la sede dell’associazione, il suo prezioso archivio con le carte e la documentazione raccolta negli anni, così come le attività didattiche così preziose per tutti noi, da settembre prossimo, saranno ospitate a Palazzo d’Accursio nella sede del nostro Municipio. Nella casa di tutti i bolognesi, laddove vogliamo custodire e proteggere le cose più care, tenendole vicine al cuore. Questa scelta farà parte di un progetto più ampio sulla Memoria del quale parlerò, ma è allo stesso tempo una scelta politica, una scelta di campo. Continueremo a batterci, infatti, per proteggere chi in questi 42 anni si è speso senza sosta per la verità e la giustizia.

È nostra intenzione proteggere chi in questi 42 anni non ha mai smesso di chiedere fosse fatta luce su una strage terribile, che oggi grazie, a una sentenza di un Tribunale della Repubblica, sappiamo essere stata progettata e finanziata dai vertici della loggia massonica P2, coperta consapevolmente dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti. Anche così continueremo a batterci per proteggere ciò che una parte marcia e corrotta dello Stato Italiano, per 42 lunghi anni ha calunniato e offeso.

Tutte le sigle dell’estremismo neofascista erano presenti quel giorno a Bologna. Quelle sigle, quelle sigle, che purtroppo ritroviamo seguendo un filo nero, il filo che ha accompagnato la lunga e complessa vicenda democratica del nostro paese, sono presenti ancora ai giorni nostri. I reati di depistaggio più recenti risalgono al 2019. Poco prima che il paese venisse chiuso per pandemia, ancora una volta alcuni servitori infedeli dello Stato ci pugnalavano alle spalle.

Bologna è stata ferita a morte. Bologna è stata colpita più volte.Qualcuno mi ha detto “non dobbiamo spaventare le persone, non dobbiamo più parlare di questi argomenti non interessano più”. Ma io qui vi dico, No! Come Sindaco della città medaglia d’oro della Resistenza e medaglia d’oro al valor civile non posso e non voglio girarmi dall’altra parte ogni qual volta il fascismo si ripresenta nelle sue nuove e perverse forme. Siano esse terrorismo. Razzismo e omofobia. Odio e intolleranza. Non voglio e non posso”.