Caro bollette
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Sondati gli operatori del mercato energetico per applicare un prezzo fisso con energie rinnovabili e contratti a lungo termine

Garantire energia elettrica a prezzi stabili. Salvaguardare i bilanci di Ausl, Comuni e società pubbliche. Incentivare lo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, gli effetti dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti.

Per raggiungere questi obiettivi, Regione Emilia-Romagna e Anci ER stringono un patto e puntano, insieme, con l’aiuto di Intercent ER, sulle energie rinnovabili e i contratti a lungo termine (Power Purchase Agreement – PPA). Un modello innovativo, che può fare da apripista a livello nazionale.

La nuova strategia ha come fulcro iniziale proprio l’Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici (Intercent ER) che, ogni anno, vede transitare attraverso le proprie convenzioni consumi elettrici per oltre 700 milioni di kilowattora (kWh). Consumi che, ai prezzi attuali, comportano una spesa di oltre 300 milioni di euro a carico del Sistema sanitario regionale e degli enti locali (Comuni e Province) aderenti.

Ora, Intercent-ER ha chiesto agli operatori del mercato elettrico di valutare l’avvio di una procedura di gara per energia verde certificata, in cui una parte crescente del fabbisogno provenga da contratti PPA; quindi, a prezzo fisso durante tutta la durata contrattuale; si ipotizza una durata di almeno 9 anni. La consultazione è stata presentata ufficialmente ieri, 10 novembre, e si concluderà entro fine anno. Sulla base dei contributi e proposte degli operatori economici Intercent ER si occuperà di redigere i documenti di gara per avviare la procedura di selezione pubblica.

“Con la consultazione avviata da Intercent-ER non intendiamo solo intervenire sul fronte dei bilanci delle Ausl e degli enti locali, sempre più in sofferenza per le spese energetiche crescenti, ma – spiega Paolo Calvano, assessore regionale al Bilancio – lanciare alcuni segnali agli operatori del mercato elettrico e delle rinnovabili”.

Secondo l’assessore, se è vero che il costo dell’energia prodotta da rinnovabili è più basso rispetto a quella prodotta con fonti fossili, bisogna fare in modo che questo si rifletta anche nel costo agli utenti finali. “Noi proviamo a farlo per i soggetti per cui siamo tenuti a farlo, come Ausl e Comuni – sottolinea Calvano – ma questo meccanismo può essere attivato anche in altri contesti”.

Altra opportunità sul piatto, evidenzia l’assessore regionale, è indirizzata a chi intende avviare nuovi impianti a fonti rinnovabili sul territorio regionale, che saranno ben accetti. Infine, Calvano punta ad una dimensione di lungo periodo, cercando un soggetto “che operi per almeno 9 anni, incrementando il portafoglio di energia rinnovabile nel tempo”.

“Crediamo ci siano tutte condizioni per tracciare la direzione da seguire: questo è uno dei nostri compiti, oltre che un’esigenza ormai indifferibile – commenta Luca Vecchi, il presidente di Anci Emilia-Romagna e sindaco di Reggio Emilia -. Inoltre, riteniamo che quest’iniziativa sia un segnale di stimolo anche per gli operatori del sistema elettrico che devono ri-organizzare i propri modelli di business e orientarli a trasferire valore nella comunità in cui operano, costruendo meccanismi di offerta in cui una quota sempre più crescente dell’energia provenga da accordi a lungo termine con impianti rinnovabili. Il sistema degli enti pubblici emiliano-romagnoli può fare da volano a un cambio di paradigma, che da un lato incentivi la produzione di energia pulita sul territorio, e dall’altro produca un risparmio in prima battuta per i Comuni, che potranno così reinvestire in servizi alla popolazione le risorse derivanti. Questo vale anche per le Ausl, ovviamente, e a cascata avrà – com’è evidente – effetti positivi per le famiglie e le imprese”.