Viale ingresso Villa Pallavicini Bologna
(©Ufficio Stampa Fondazione Gesù Divino Operaio)

Ristrutturato integralmente il viale che unisce la “Cittadella della Carità” alla via Emilia grazie alla generosa donazione dell’associazione di imprenditori e professionisti albanesi e arbëreshë 

Una strada che conduce a un luogo di accoglienza e speranza e che unisce Villa Pallavicini alla via Emilia e alla città. Ma anche una strada che, oggi come trent’anni fa, unisce e avvicina Italia e Albania: il lungo viale alberato intitolato a Don Giulio Salmi, da oggi, vive infatti una seconda giovinezza grazie alla completa ristrutturazione donata integralmente dall’associazione Korabi, realtà formata da imprenditori e professionisti albanesi e arbëreshë che operano nel territorio bolognese.

L’opera è stata inaugurata ieri, 28 novembre, festa Nazionale per la Liberazione dell’Albania alla presenza dell’arcivescovo di Bologna, Card. Matteo Zuppi, del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, del vice Ministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Bologna, Simone Borsari, del presidente di quartiere Elena Gaggioli e dei rappresentanti dell’associazione Korabi.

“Questa donazione è il segno di un legame e di un’amicizia che si rinnova – spiegano Don Massimo Vacchetti, e Armando Stafa, rispettivamente presidente e amministratore delegato del CdA che guida la Fondazione Gesù Divino Operaio, realtà che gestisce Villa Pallavicini -, perché è proprio nella “Cittadella della Carità” che, oltre trent’anni fa furono ospitati i primi emigrati albanesi arrivati a Bologna dopo lo sbarco della Vlora a Bari: migliaia di giovani in fuga verso l’Italia dopo gli anni oscuri del regime in cerca di speranza e di futuro che trovarono nel capoluogo emiliano un’ondata di accoglienza calorosa grazie a moltissime famiglie bolognesi. Don Giulio Salmi, a cui è intitolato il viale d’ingresso, all’epoca gestiva questi luoghi e fu per loro un padre e una famiglia e li aiutò a costruirsi un lavoro e un futuro. Oggi, tre decenni dopo, tanti di quei ragazzi sono rimasti in Italia e si sono pienamente integrati: alcuni come loro sono diventati imprenditori, si sono costituiti nell’associazione Korabi allo scopo di aiutare chi ha più bisogno, come fu fatto al loro arrivo, e di restituire a Bologna, al territorio, ai cittadini il bene ricevuto”.

“Siamo un gruppo di persone che ha fatto ’strada’ commenta Astrit Poti, presidente dell’Associazione Korabi,che prende il nome dalla montagna più alta dell’Albania – ma non ci dimentichiamo da dove veniamo e chi ci ha accolto. Questa strada rappresenta molto per noi perché ci ricorda l’accoglienza, i sacrifici, la paura e la speranza. Dopo il buio del regime, cercavamo una strada. L’abbiamo trovata”A fargli eco è Luigi Laffusa, rappresentante della cultura arbëreshë anch’egli socio fondatore dell’associazione: “Noi arbëreshë siamo pienamente italiani da generazioni e congiuntamente portiamo avanti le tradizioni e la lingua degli albanesi giunti in Italia nel XV secolo per fuggire dall’invasione ottomana. Si possono annoverare alcune personalità illustri appartenenti alla nostra cultura come Giovanni Crispi, Antonio Gramsci, Enrico Cuccia e Stefano Rodotà. Vogliamo con quest’iniziativa contribuire alle quotidiane attività di Villa Pallavicini volte all’accoglienza dei bisognosi e alla loro piena integrazione”.

“Oggi è una giornata molto significativa – ha commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Un bellissimo messaggio di integrazione vera in un momento storico in cui ci ritroviamo nuovamente a parlare di guerra in Europa. Dunque grazie all’associazione Korabi per questo esemplare gesto di generosità che arricchisce un luogo di ospitalità e accoglienza. Tratti distintivi di questa terra, oggi lo dimostriamo ancora una volta“.

“Quella che inauguriamo oggi è un’opera di grande Importanza – ha commentato il vice Ministro alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami – sia per il servizio che rende a Villa Pallavicini, sia perché è esempio tangibile di integrazione, condivisione, di valori comuni e di un progetto di comunità condiviso anche dai nostri amici albanesi che vivono da tanti anni qui in Italia”.

“Gratitudine, accoglienza, identità – ha concluso don Massimo Vacchetti –: sono queste le parole che, parafrasando l’Arcivescovo di Bologna, Card. Matteo Zuppi che ha benedetto la nuova strada, ben riassumono l’opera inaugurata oggi. A queste se ne aggiunge una, che deriva dall’unione delle precedenti: futuro. Don Giulio Salmi da qui ha guardato avanti e ha permesso a tanti giovani di costruire un futuro partendo da questi luoghi. Allo stesso modo, insieme permetteremo di costruire il futuro a tanti che lo cercano: un futuro che non può esistere senza quell’accoglienza di cui Villa Pallavicini è, da sempre, protagonista. Un luogo che, da oggi, sarà ancora più bello raggiungere grazie al dono degli amici dell’associazione Korabi”.