Sinisa Mihajlović
Sinisa Mihajlović (©Marco Iacobucci Epp/Shutterstock.com)

Si è spento all’età di 53 anni; dal 2019 era affetto da leucemia mieloide acuta

“La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlović – si legge nel comunicato diramato dalla famiglia – Uomo unico, professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessandro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato”.

Il mondo del calcio è in lutto: Sinisa Mihajlović si è spento a Roma all’età di 53 anni a causa della leucemia, malattia diagnosticatagli nel 2019, sconfitta grazie a un trapianto di midollo ma poi tornata prepotente nel marzo 2022. L’ex calciatore e allenatore – il Bologna l’ultima squadra allenata dal serbo – non è riuscito a sconfiggere la recidiva di questo terribile male nonostante abbia combattuto come un guerriero.

Cittadino onorario di Bologna, Sinisa aveva iniziato la carriera calcistica nella sua patria, l’allora Jugoslavia. Figlio di madre croata e padre serbo, era nato a Vukovar. Nel 1990 il grande salto alla Stella Rossa Belgrado con cui vinse la Coppa dei Campioni. Arrivò in Italia nel 1992 firmando un contratto con la Roma. Poi ci furono Sampdoria, Lazio e Inter. Il ritiro dall’attività nel 2006 dopo aver realizzato 69 gol.

La carriera da tecnico lo ha visto prima nel ruolo di vice allenatore di Mancini all’Inter per poi approdare sulla panchina del Bologna. Poi ancora Fiorentina e Torino prima del ritorno nella società rossoblù che lo ha esonerato a settembre.

Continua a giocare all’attacco anche da lassù…