Convegno disabilità Imola
(©Ufficio Stampa Comune Imola)

Si è svolto a Palazzo Sersanti, organizzato dall’ASP insieme al Nuovo Circondario Imolese

“Un paese è forte quando si prende cura dei deboli, diventa ricco quando si occupa dei poveri, diventa invulnerabile quando presta attenzione ai vulnerabili”. Con questa frase di Jonathan Sacks si è aperto il convegno “Disabilità cura della comunità”, che si è svolto venerdì 20 gennaio a palazzo Sersanti, voluto e organizzato dall’ASP insieme al Nuovo Circondario Imolese.

Un tema particolarmente sentito, che ha visto la sala grande gremita di operatori ASP, dell’azienda USL, operatori dell’ufficio del lavoro, mondo della cooperazione sociale, amministratori locali, rappresentanti del mondo dell’artigianato e delle imprese, enti di formazione, sindacati, famiglie e cittadini che hanno riflettuto insieme sul tema del lavoro, come uno degli strumenti migliori per mettere in connessione ricchezza ed inclusione.

“In una città che vuole crescere anche economicamente, anche le realtà dell’economia devono diventare vere e proprie comunità, dove per comunità si intende un insieme di relazione umane e vere che conferiscono all’individuo, anche il più fragile, la sua dignità sociale, attraverso il lavoro, che lo proteggono, che fanno emergere le sue qualità e che lo aiutano ad educare se stesso alla luce del bene comune” commenta Daniela Spadoni, assessore al Welfare del Comune di Imola, intervenuta al convegno in qualità di Presidente Assemblea ASP Nuovo Circondario Imolese.

“Per fare questo, però, a Imola bisogna rinvigorire l’alleanza tra politica, mondo delle imprese, cooperazione sociale, servizi sociali e sanitari, per creare opportunità lavorative anche per i più vulnerabili. La normativa nazionale e regionale è ricca di strumenti, come pure il fondo regionale per la disabilità: quello che occorre è la volontà che si palesa anche con atti di indirizzo perché sia promossa da una parte la responsabilità sociale di impresa, dall’altra la stipula di convenzioni con cooperative sociali di tipo B e l’inserimento di clausole sociali negli appalti, per favorire l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio, in una programmazione fatta a livello circondariale” aggiunge l’assessora Daniela Spadoni, che conclude “ognuno ha diritto al benessere e il lavoro in molti percorsi ha anche una funzione terapeutica, che può incidere positivamente nel tempo anche su una riduzione di spesa pubblica. Un grazie immenso a tutti coloro che hanno partecipato come relatori o come uditori, e un grazie particolare a Mario e a Katia per la loro testimonianza di lavoratore, il primo, e di famiglia speciale, la seconda”.