Monumento ai caduti di Sabbiuno Bologna
(©Ufficio Stampa Comune Bologna)

La condanna dell’Anpi provinciale di Bologna: “Uno scempio”

“A nome mio personale e di tutta l’Anpi provinciale di Bologna desidero esprimere la più dura condanna per lo scempio perpetrato ai danni del monumento ai Caduti di Sabbiuno. Si tratta di un simbolo di straordinaria importanza ed estremamente evocativo capace di toccare nel profondo chiunque vi si trovi al cospetto. Deturparlo significa offendere la memoria di chi nel dicembre del 1944 fu barbaramente ucciso per essersi battuto per la libertà e la democrazia”. Così Anna Cocchi presidente Anpi provinciale Bologna.

“L’imbrattamento del monumento ai caduti di Sabbiuno è un atto di gravità inaudita – aggiunge l’assessore del Comune di Bologna Massimo Bugani -. Stiamo parlando di uno dei più importanti monumenti dedicati alla Resistenza. Imbrattare quel luogo significa imbrattare chi ha lottato per la nostra libertà. Tutto ciò non può essere accettato e ci auguriamo che la nostra totale condanna di questo gesto, venga seguita da una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche. Non si tocca il sacrario di Sabbiuno, non si toccano i monumenti dei nostri partigiani, non si tocca la storia del nostro Paese, non si sfregiano la libertà e la democrazia”.

“Sfregiare in questo modo uno dei più importanti luoghi della memoria dell’antifascismo bolognese è un gesto incivile e inaccettabile – dichiara Sara Bonafè, Presidente del Comitato per le Onoranze ai Caduti di Sabbiuno – Un luogo in cui diffondiamo quotidianamente messaggi di pace, di rispetto della nostra Costituzione e ci impegniamo costantemente affinché il pensiero delle giovani generazioni trovi spazio e rappresentanza. Proprio la settimana prossima ospiteremo, infatti, diverse scolaresche in visita al Monumento. Queste modalità sono però inaccettabili e in qualità di Presidente del Comitato non posso e non voglio ammetterle, a pochi giorni, peraltro, dalla 79esima commemorazione annuale dell’eccidio. Lo sfregio al monumento rappresenta un’offesa gravissima e un’ulteriore ferita a chi, anche a costo della vita, scelse senza esitazioni da che parte stare: dalla parte della libertà, della giustizia, della democrazia”.