Lavoratori
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Appena il 34% dei bolognesi ritiene che il proprio datore di lavoro abbia a cuore la sua salute e il suo benessere

Ormai da anni il welfare aziendale è diventato un tema centrale per tutte le imprese, che sempre più spesso lanciano iniziative per migliorare la qualità della vita dei dipendenti, con l’offerta di varie tipologie di benefit.

Nonostante ciò, ancora oggi a Bologna soltanto una minoranza dei lavoratori ritiene che la propria azienda si prenda veramente cura del suo benessere: a rilevarlo è l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, che ha interrogato gli abitanti del capoluogo emiliano sulle misure di welfare aziendale, in particolare per quanto riguarda l’ambito della salute e dei servizi ad essa dedicati.

Secondo quanto emerso dal sondaggio, solo il 34% degli intervistati è d’accordo con l’affermare che l’azienda in cui lavora ha a cuore il suo benessere e la sua salute. Malgrado il tanto parlare di ambienti di lavoro più vicini ai bisogni delle persone, dunque, a Bologna circa due intervistati su tre non sembrano percepire un reale impegno della propria azienda in questo senso.

Ma quanto sono realmente diffuse allora le misure di welfare aziendale? Dalla ricerca risulta come il servizio offerto più spesso sia la sanità integrativa, fornita da quasi sei aziende bolognesi su dieci (57%). Al secondo posto ci sono i buoni pasto o la mensa (51%), seguiti dai percorsi di formazione (50%), dai fondi pensione (41%), e dalle convenzioni con strutture come palestre e musei (38%).

Ma c’è anche chi lavora in aziende che non hanno alcun piano di welfare aziendale: il 65% di essi vorrebbe che il proprio datore di lavoro cominciasse a introdurlo, e una percentuale ancora maggiore desidererebbe che la propria azienda offrisse misure di sanità integrativa (68%).

UniSalute ha allora indagato quali servizi relativi alla salute fossero più popolari, tra i bolognesi che hanno la possibilità di accedervi. Il rimborso delle spese per visite ed esami (svolti privatamente o tramite il SSN), è al primo posto, sfruttato dal 73% dei dipendenti. Seguono le prestazioni mediche in convenzione a prezzi agevolati (68%) e i pacchetti di prevenzione e check-up (64%). Ancora poco diffusi, invece, benefit come i pacchetti maternità (14%), la copertura per lo psicologo/psicoterapeuta (14%) o i servizi di telemedicina (11%).

Indipendentemente dalle specifiche misure, circa un lavoratore bolognese su tre (34%) dice che l’opinione che ha dell’azienda è cambiata in meglio dopo l’introduzione di benefit relativi alla salute. Sembrano però esserci ancora margini di miglioramento: solo il 37%, infatti, si dice soddisfatto dell’offerta di sanità integrativa attualmente a sua disposizione. Quasi uno su cinque (19%) ritiene probabile che nei prossimi mesi la integrerà con un’assicurazione sanitaria individuale.