Volante 112
(Ufficio Stampa Carabinieri)

Il giovane era già stato condannato in passato con la pena, poi sospesa, di 1 anno e 5 mesi per maltrattamenti nei confronti del padre

I Carabinieri della Stazione Bologna, nel pomeriggio di giovedì 1° febbraio hanno eseguito il provvedimento della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da ella frequentati, con l’applicazione del dispositivo di controllo (c.d. braccialetto elettronico) e l’allontanamento dalla casa familiare, nei confronti di un 30enne italiano, pregiudicato, accusato del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Bologna ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, trae origine dalla querela presentata verso la metà dello scorso mese di gennaio, da un 79enne italiano, il quale si è rivolto ai militari della stazione carabinieri di viale Panzacchi 14, per denunciare il figlio convivente, il quale da circa un anno si è reso responsabile di maltrattamenti, offese e ripetute violenze fisiche, nei confronti del padre.

Il 79enne ha chiesto aiuto ai militari, riferendo che a seguito delle percosse ricevute dal figlio lo scorso anno, era stato costretto a recarsi al pronto soccorso per le cure mediche del caso; addirittura in una circostanza è stato ricoverato per una settimana. Lo stesso ha riferito che, per motivi legati alla vergogna, non ha mai detto ai sanitari che era stato il figlio a causargli tutto ciò.

L’anziano, stanco delle minacce, gli schiaffi, gli spintoni e i ripetuti calci ricevuti costantemente dal figlio e, temendo per la sua incolumità, ha chiesto esplicitamente ai carabinieri di venire a casa e di portar via “quel delinquente”, riferito al figlio.

Il 30enne, già nel 2018 si è reso responsabile di analoghi episodi nei confronti del padre, sottoponendolo a continue sofferenze fisiche e psicologiche, attraverso reiterate condotte, senza esimersi dall’aggredire fisicamente il padre con calci e schiaffi, il tutto con cadenza giornaliera. L’intenzione del 30enne era tutta finalizzata a far allontanare l’anziano padre dalla casa, tra l’altro di proprietà di quest’ultimo, per poterci così dimorare da solo.

In quella circostanza, il 30enne è stato condannato con la pena della reclusione pari a 1 anno e 5 mesi, pena contestualmente sospesa. Il 30enne è stato rintracciato dai carabinieri e sottoposto alla misura cautelare dell’allontanato dall’abitazione familiare, al divieto di avvicinamento alla persona offesa e all’applicazione del braccialetto elettronico.