Lina Serenari nel 2007 con il sindaco di Castel Maggiore Marco Monesi
Lina Serenari con il sindaco Monesi nel 2007

Fu la prima donna eletta in consiglio comunale come assessora

Oggi, mercoledì 3 Aprile, alle ore 18 si terrà l’intitolazione della Sala Consiliare di Piazza Amendola a Lina Serenari (1920-2012), antifascista, prima donna eletta in consiglio comunale, assessora dal 1947 al 1960, una vita di impegno con le donne per la  pace,  per il volontariato e per la memoria.

Lina Serenari partecipò attivamente alla Resistenza a Castel Maggiore, nel battaglione Cirillo della 4ª brigata Venturoli Garibaldi. Dopo la guerra, il suo impegno, come quello di tante altre compagne, non si fermò: nelle elezioni amministrative della primavera del ’46, le prime a suffragio maschile e femminile, lei e la maestra Virginia Bernardi furono le  prime donne a diventare Consigliere comunale a Castel Maggiore. 

E’ stata quindi protagonista di una stagione di ricostruzione materiale e morale del nostro paese, uscito dal periodo bellico gravemente martoriato.  Oltre al pesante contributo di sangue, causato dai  bombardamenti e dagli eventi bellici, circa 270 famiglie con un complesso di 1500 persone avevano perduto totalmente o parzialmente la casa, gravi erano i danni arrecati agli edifici pubblici, le scuole erano in rovina e venivano utilizzate come alloggio per le truppe alleate, persino il cimitero aveva subito un pesante bombardamento. 

Lina Serenari visse in pieno quel periodo: nel novembre ’47 diventava Assessore e mantenne tale incarico fino al 1960.

L’impegno di Lina si è svolto con ammirevole dedizione al bene comune: oltre che nell’Amministrazione comunale e nell’attività politica e sindacale, nelle lotte delle donne, nell’associazionismo degli invalidi civili con l’ANMIC, e nell’ANPI.

Nel 2003 raccolse ricordi e testimonianze per rendere omaggio alle molte donne attive nella Resistenza, sia negli scioperi e nel movimento popolare, che nel supporto alle formazioni. La lotta per la pace e il ruolo sociale e politico delle donne rimasero una costante dell’impegno e della testimonianza di Lina. 

Nel 2007 le è stata conferita l’onorificenza civica “Ape d’argento”, quale riconoscimento anche simbolico di una vita di impegno, contro la guerra, per la pace, la libertà e la democrazia.

Va ricordato anche il contributo complessivo della famiglia Serenari alla lotta di Liberazione e alla causa della democrazia, con il fratello Renato caduto nella Resistenza e lo zio Marino morto al confino.