Marco Casali vicedirettore Confagricoltura Bologna
Marco Casali, vicedirettore Confagricoltura Bologna

L’arrivo del Tour del France questo fine settimana non ha generato i numeri sperati per l’attività ricettiva degli agriturismi

L’arrivo del Tour de France a Bologna nel fine settimana del 29 e 30 giugno non ha generato i numeri sperati e prospettati mesi fa dalle Istituzioni, almeno per l’attività ricettiva degli agriturismi. Secondo un’indagine realizzata da Confagricoltura Bologna, infatti, 8 strutture su 10 dell’Area Metropolitana risultano essere vuote o con prenotazioni non riguardanti l’appuntamento del ciclismo mondiale.

“È una grande occasione persa, su cui si poteva fare sicuramente meglio, considerato l’importante flusso di appassionati italiani e internazionali che arriveranno questo fine settimana per una storica tappa che passa nel nostro territorio” commenta Marco Casali, vicedirettore di Confagricoltura Bologna. “È mancata una strategia di marketing capace di coinvolgere tutte le parti in causa e che valorizzasse l’incredibile offerta ricettiva che propone la nostra Area Metropolitana”.

Il riferimento è ovviamente rivolto a quel turismo di tipo esperienziale, caratteristico del territorio rurale, che è diventato sempre più amato dai turisti italiani e stranieri ma che – a quanto pare – non è stato purtroppo considerato in maniera adeguata per questo evento.

“Il rammarico è tanto perché stiamo parlando di una tipologia di turismo in crescita negli ultimi anni. Oggigiorno le persone ricercano la possibilità di vivere un’esperienza unica, a stretto contatto con la natura e con le aziende agricole, il tutto a pochi chilometri dal centro storico delle città per poter unire la visita culturale a quella immersiva. Se poi si aggiunge un grande evento sportivo il gioco è fatto e lo scenario era praticamente perfetto per l’arrivo del Tour de France. Però, purtroppo, non si è concretizzato”, analizza il vicedirettore di Confagricoltura.

“Come Associazione guardiamo con favore agli eventi sportivi e di spettacolo organizzati nel nostro territorio: danno lustro alla città e generano un indotto importante che, spesso, si riflette anche nelle attività dei nostri soci – spiega Casali – Ma in questo caso qualcosa non ha funzionato ed è giusto analizzare e capirne le cause. Riteniamo sia arrivato il momento che le Istituzioni coinvolgano tutte le parti in causa, compreso quindi anche il mondo agricolo, per pianificare insieme un’offerta turistica a 360° gradi e che possa far vivere così la bellezza di tutto il nostro territorio. Nei prossimi mesi ci saranno tanti altri appuntamenti sportivi e non a Bologna, come ad esempio il ritorno del Bologna nella Champions League di calcio. Ci aspettiamo un flusso di tifosi, appassionati e quindi turisti molto importante: dobbiamo fare tutti squadra ed essere pronti per sfruttare queste nuove opportunità”.