
Nel novembre 2020 Massimiliano Zetti, segretario nazionale NSC, aveva denunciato sui social il comportamento di un ufficiale comandante
Il Tribunale Militare di Roma ha emesso una sentenza storica, sancendo il diritto di critica sindacale all’interno delle forze armate. L’assoluzione di Massimiliano Zetti, Segretario Nazionale del “Nuovo Sindacato Nazionale Carabinieri”, segna un importante precedente giuridico, rafforzando la libertà di espressione dei rappresentanti sindacali anche in ambito militare.
Nel novembre 2020, Zetti aveva denunciato sui social il comportamento di un ufficiale comandante, accusandolo di aver gettato a terra documenti ufficiali, un episodio che il sindacalista considerava inadeguato e lesivo della dignità dell’Arma. La denuncia, espressa tramite una nota ufficiale e post sui social, sollevava anche dubbi sul rispetto delle normative di condotta interna. L’ufficiale comandante, in risposta, aveva presentato denuncia accusando Zetti di diffamazione continuata e aggravata, sostenendo che le dichiarazioni fossero false e dannose per la reputazione dell’Arma.
Il processo, che ha visto Zetti difeso dagli avvocati Emanuela Rijillo e Enrico Ferri, ha messo in evidenza che le critiche mosse erano legittime espressioni di un sindacalista che agiva nell’esercizio della sua funzione rappresentativa. La difesa ha sottolineato che Zetti non aveva agito con intenti diffamatori, ma aveva esercitato il suo diritto di critica sindacale, tutelato dalla Costituzione Italiana.
Il Tribunale ha riconosciuto la validità della tesi difensiva, affermando che l’esercizio della critica, se basato su fatti veritieri e manifestato in buona fede, è protetto anche all’interno delle forze armate. La sentenza ha escluso ogni responsabilità penale per Zetti, sottolineando che la sua azione rientrava nel legittimo esercizio della funzione sindacale.
In parallelo, anche il procedimento disciplinare che aveva avuto origine dal medesimo episodio e che conseguiva al giudicato penale, ha dovuto adeguarsi alla stessa linea di difesa. Il Capo Ufficio Disciplina, Remo Giovanelli, ha portato avanti una difesa impeccabile, ottenendo l’archiviazione del procedimento disciplinare a favore di Zetti. La decisione di archiviare il caso ha ulteriormente confermato il principio che la critica sindacale, quando esercitata in buona fede e in aderenza alla verità dei fatti, non può essere sanzionata né penalmente né disciplinarmente.
Questa decisione del Tribunale Militare di Roma, insieme all’archiviazione del procedimento disciplinare, rappresenta un passo storico per il riconoscimento e la protezione dei diritti sindacali nel contesto delle forze armate, un ambito tradizionalmente caratterizzato da rigide gerarchie e limitata libertà di espressione. Il riconoscimento del diritto di critica sindacale da parte della giustizia militare apre la strada a una nuova stagione di maggiore libertà e tutela dei diritti dei militari italiani.
Giovanni Morgese, Segretario Generale del Nuovo Sindacato Nazionale Carabinieri per l’Emilia Romagna, ha commentato la sentenza come una vittoria per la giustizia e per la libertà di espressione all’interno delle forze armate, sottolineando l’importanza di garantire la protezione dei diritti sindacali anche in un contesto istituzionale come quello militare.










