Bologna, nasce l’ematologo di prossimità
L'équipe del Seràgnoli potenzia la sua attività, azzera le liste di attesa e visita i pazienti anche in provincia
Non più il paziente che va al Policlinico, ma il Policlinico che va dal paziente (o quasi). È questa l’idea alla base del progetto di Ematologia Territoriale, la sperimentazione interaziendale avviata dall’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola e dall’Azienda USL di Bologna per potenziare e riorganizzare l’attività ematologica metropolitana, avvicinando l’assistenza sanitaria al domicilio. Da alcune settimane, infatti, gli specialisti dell’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” hanno aumentato le prestazioni offerte e le hanno portate sul territorio, iniziando a visitare pazienti anche presso l’Ospedale Maggiore e le Case della Comunità dell’area metropolitana bolognese.
Da Vergato a Castenaso, passando per Maggiore e Sant’Orsola: circa 800 prestazioni in più al mese
Composto da quattro specialiste del Seràgnoli e coordinato da Antonio De Vivo, il team di Ematologia Territoriale visita i pazienti non più soltanto negli ambulatori del Policlinico di Sant’Orsola, ma anche presso l’Ospedale Maggiore e le Case della Comunità di Casalecchio di Reno, Castenaso, San Lazzaro di Savena, Beroaldo (San Vitale), San Giovanni in Persiceto e Vergato, ruotando tra le diverse strutture grazie ai veicoli messi a disposizione dalla sezione bolognese di A.I.L. (Associazione Italiana contro le Leucemie).
Negli Ospedali e nella Case della Comunità del territorio il team esegue in particolare visite ematologiche di primo accesso e visite di controllo, rimandando come sempre all’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola per esami strumentali e approfondimenti diagnostici di secondo e terzo livello. Una riorganizzazione resa possibile dall’aumento delle prestazioni offerte: il progetto, entrato a regime ad inizio ottobre, consente di visitare oltre 800 pazienti in più al mese.
L’azzeramento delle liste di attesa
L’incremento delle prestazioni offerte permetterà di azzerare la lista di attesa per le prime visite ematologiche. Una lista che negli ultimi anni si era allungata soprattutto a causa dell’aumento di richieste, a sua volta legato ad una maggiore attenzione alla salute dimostrata dai pazienti e al conseguente incremento degli esami del sangue effettuati. “Nel 2024 sono arrivate ben 7mila richieste di visite di primo accesso - spiega il prof. Pier Luigi Zinzani, direttore dell’Istituto Seràgnoli dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola - Grazie al potenziamento dell’attività, però, riusciremo a recuperare tutte le visite entro metà dicembre”. Il modello proposto, però, punta non soltanto ad aumentare l’offerta, ma anche a migliorare l’efficienza e l’accessibilità del percorso diagnostico-terapeutico e l’appropriatezza delle prescrizioni, incentivando il rapporto di scambio e collaborazione tra i vari professionisti sanitari rafforzando la sinergia della rete ospedale-territorio.
Visite e controlli più vicini al domicilio: un modo per intercettare le fragilità
Oltre a garantire una presa in carico più comoda per i pazienti residenti nella provincia di Bologna, le visite sul territorio consentono di concentrare ancora di più l’attività dell’Istituto di Ematologia Seràgnoli sulle attività di secondo livello, coerentemente con il modello “Hub&Spoke”.
“Non solo: permettono di intercettare anche più facilmente le fragilità - aggiunge il dott. Antonio De Vivo, responsabile degli ambulatori divisionali di Ematologia dell’IRCCS e coordinatore del team – A volte i pazienti non assistiti da caregiver faticano a recarsi in ospedale: spesso la distanza porta a rinunciare alle cure. Agevolando l’accesso e il follow up, vogliamo limitare anche questo fenomeno”.