Anzola dell’Emilia ricorda Alessandro Fantazzini
Rapito a scopo di estorsione, il giovane anzolese non ha più fatto ritorno a casa
Quarant’anni fa, il 19 gennaio 1986, Alessandro Fantazzini, giovane cittadino e imprenditore anzolese di soli 28 anni, veniva rapito a scopo di estorsione.
Un atto spregevole ed efferato che ha segnato profondamente la comunità. Alessandro non ha più fatto ritorno a casa, dissolvendosi nella condizione inaccettabile di “disperso”. Un evento tragico che ha straziato la famiglia, a cui non è stata concessa neppure la consolazione di dare una degna sepoltura al loro amato Alessandro.
Il padre Venusto non ha retto di fronte a tanto dolore, la madre Renata per tutta la vita ha condotto una battaglia instancabile per ottenere giustizia e verità, insieme alla figlia Elisabetta.
Nel 2006, il Comune di Anzola dell’Emilia ha dedicato al rapimento di Alessandro Fantazzini il libro “La vita assente”, a cura di Maurizio Garuti e Arnaldo Pettazzoni, che include anche un testo del poeta Roberto Roversi. Ad Alessandro Fantazzini è intitolato il Parco di via XXV Aprile, nel quale nel 2017 è stato installato un gioco inclusivo, donato dalla sorella Elisabetta per ricordare il fratello.
Sono passati 40 anni ma Anzola non ha dimenticato Alessandro: una ferita che resta aperta, per la famiglia e per la comunità.