
Il Collegio di indirizzo nomina i sei componenti per il mandato 2026-2030. Tra novità e conferme, escono quattro consiglieri storici, mentre resta aperto il nodo sull’esposto al MEF.
Il Collegio di indirizzo della Fondazione Carisbo ha ufficialmente nominato i sei componenti del Consiglio di amministrazione dell’ente di via Farini per il mandato che coprirà il quadriennio 2026-2030. La composizione del nuovo organo direttivo delinea un assetto rinnovato che vede l’ingresso di importanti figure del panorama professionale e accademico locale, affiancate da alcune conferme strategiche.
Tra i nuovi membri che fanno il loro ingresso nel consiglio di amministrazione si distinguono l’avvocato cassazionista Alessandro Albano, esperto di diritto tributario e già attivo nel collegio di indirizzo su indicazione del Comune, e Annamaria Contini, professoressa ordinaria di Estetica nonché direttrice del dipartimento di Educazione e scienze umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Insieme a loro subentrano il chirurgo Gilberto Poggioli e il segretario di Confartigianato Emilia-Romagna Amilcare Renzi. Il quadro del consiglio si completa con due conferme al secondo giro di boa, rappresentate dal commercialista Paolo Messina e da Renzo Servadei, ex amministratore delegato di Autopromotec e oggi alla guida di Genus Bononiae come amministratore unico. Escono invece definitivamente di scena dopo aver concluso i due mandati previsti Paolo Beghelli, Gianluigi Magri, Alberto Melloni e Maila Quaglia.
La tornata di nomine non ha invece toccato il vertice dell’ente. La carica della presidente Patrizia Pasini terminerà infatti solamente nel settembre del 2029. Entrata nel consiglio di amministrazione nel 2018, Pasini ha assunto la presidenza della Fondazione nel settembre del 2023 in seguito alle dimissioni di Beghelli, che era poi rimasto in qualità di vicepresidente.
Nonostante la stabilità del ruolo, la sua nomina continua a essere al centro di vecchie contestazioni sollevate a suo tempo da alcuni membri del consiglio di allora. Le critiche riguardano principalmente il suo percorso formativo e professionale, che secondo i contestatori non risponderebbe appieno ai criteri stringenti previsti dallo statuto della Fondazione. Pasini, diplomata al Minghetti e successivamente alla scuola superiore per interpreti e traduttori, ha alle spalle diverse esperienze nel settore del sociale e il ruolo di responsabile della segreteria di presidenza della Fiera di Bologna. Su questa vicenda pende ancora un esposto formale inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze, l’autorità a cui spetta il compito istituzionale di vigilare sull’operato delle fondazioni bancarie.
Infine, si registrano novità anche sul fronte della presidenza onoraria, affidata a Gianfranco Ragonesi. La sua carica durerà sei anni, estendendosi fino al 2030, ma rappresenterà l’ultimo capitolo per questa specifica funzione. Secondo le ultime disposizioni e indicazioni ministeriali, infatti, la figura del presidente onorario non sarà più prevista in futuro all’interno della struttura organizzativa della Fondazione.










