Allerta caldo

I rifugi climatici sono spazi urbani e naturali a uso pubblico in cui trovare sollievo dalle temperature elevate

Bologna e l’Emilia-Romagna sono tra le aree italiane più colpite dall’aumento delle temperature e dal fenomeno delle isole di calore urbane. Secondo i dati dell’Istituto di ricerca ISGlobal, si trova ai vertici delle città europee in cui è più probabile morire per le conseguenze del caldo estremo. Avere accesso a un “rifugio climatico” qui può fare la differenza. 

I rifugi climatici sono aree verdi, parchi e giardini pubblici, biblioteche, musei, case di comunità, in generale luoghi accessibili al pubblico in grado di offrire acqua e riparo dalle ondate di calore. Il termine “rifugio” rimanda a scenari di crisi e non è un caso: questi spazi possono letteralmente salvare la vita delle persone più fragili

Il problema è sapere dove si trovano. In vista della nuova ondata di caldo africano prevista in questi giorni, Junker app ha mappato tutti i rifugi climatici individuati dalle amministrazioni comunali delle sette principali città turistiche italiane: Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. A Bologna ne sono stati mappati 29

“Tutte le informazioni – chiarisce Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile comunicazione dell’app – provengono da dati ufficiali e pubblici.  Noi le abbiamo raccolte in un’unica fonte, gratuita e facilmente consultabile da tutti, per aiutare cittadini e turisti a trovare rapidamente un luogo dove ripararsi dal caldo”.

Si tratta di un’iniziativa spontanea e totalmente gratuita, nata dalla volontà di rendere queste informazioni più accessibili, sfruttando la popolarità di Junker, che è già installata sugli smartphone di 4 milioni di italiani ed è tradotta in 13 lingue, tra cui ucraino e cinese semplificato.

Un servizio di pubblica utilità

Accedendo dalla home di Junker alla sezione “Rifugi climatici”, gli utenti possono selezionare la città di loro interesse, tra quelle elencate, e navigare sulla mappa. Per semplificare la ricerca è possibile filtrare la tipologia di rifugio, scegliendo tra: biblioteche, musei e spazi culturali, case di quartiere, parchi e giardini, piazze e spazi pubblici, strutture sociali, servizi igienici, piscine e impianti acquatici, punti acqua e fontanelle. 

La città italiana col maggior numero di rifugi climatici è Roma, con oltre 4mila luoghi mappati, di cui circa 2500 punti d’acqua: i celebri “nasoni” pubblici che offrono acqua corrente gratuita con la quale riempire le borracce, invece che acquistare acqua in bottiglia. Seguono Milano, con 112 rifugi mappati, e Napoli, che ne ha segnalati 69.

Il modello Junker: tutte le info a portata di smartphone

Non è la prima volta che il team di Junker app mette a disposizione la propria infrastruttura  in situazioni di emergenza. Durante il lockdown del 2020, ad esempio, i Comuni hanno avuto la possibilità di usare l’app per mandare messaggi diretti sugli smartphone dei propri cittadini, informandoli in modo massivo e in tempo reale di ordinanze di pubblica sicurezza o modifiche ai servizi.

“Semplificare l’accesso delle persone alle informazioni e ai servizi ambientali è il nostro lavoro: lo facciamo ogni giorno in più di 3mila Comuni da oltre 10 anni”, chiosa De Santis. “In questi giorni di emergenza, siamo orgogliosi di mettere a disposizione della collettività le nostre competenze per facilitare la fruibilità di spazi che non solo offrono un sollievo termico immediato, ma rappresentano anche presìdi di coesione sociale, contribuendo a contrastare l’isolamento degli anziani e di tutti coloro che, a causa della cooling poverty, non hanno normalmente accesso a spazi climatizzati”.