Guida ristoranti2021 Gambero Rosso

Sono 17 quelli inseriti nella celebre guida che recensisce i migliori d’Italia

Fra i 2650 locali della trentunesima edizione della guida dei ristoranti del Gambero Rosso, ben 17 si trovano in provincia di Bologna, da Calderara di Reno a Borgo Tossignano sino a Imola e San Giovanni in Persiceto.

Niente voti però, né valutazioni analitiche, in un’edizione che oggi come non mai vuole fornire un servizio ai clienti e dare visibilità a chi ce la sta mettendo tutta per stare a galla. Rimangono invece i simboli: Forchette, Gamberi, Bottiglie, Mappamondi, Boccalini, Cocotte, da uno a tre a seconda del grado di eccellenza.

In attesa di poter tornare, in tutta tranquillità, a sedersi ai tavoli dei migliori locali dove gustare le mille sfaccettature della gastronomia italiana, ecco quali sono i must da non perdere in provincia di Bologna.

Trattoria Fita, a Borgo Tossignano, in via Roma 3, è uno di quei luoghi dove gustare la tipica cucina locale con ottime carni alla griglia e paste fatte in casa fra i primi piatti. A Calderara di Reno, in via di Mezzo Levante 2b, si trova invece l’Antica Trattoria di Sacerno che propone una cucina al gusto mare realizzata con originalità (provate il risotto con coda di rospo, camomilla e lambrusco).

All’interno delle cantine di un palazzo dell’800 affacciato sul Reno si trova Tramvia (Casalecchio di Reno – via Marconi 31) con un’ottantina di coperti che offrono piatti classici con divagazioni fra terra e mare in base alle stagioni. A Castel Maggiore, in via Ronco 1, al ristorante Iacobucci Villa Zarri le “due forchette” assegnate dagli esperti del Gambero Rosso ci stanno tutte: da non perdere il brodo di totano, patate e dragoncello e il babà in tre consistenze.

Se siete amanti di salumi e formaggi la selezione che si può gustare da Uinauino, in via dei Mille 8 a Castel San Pietro Terme, è a dir poco eccezionale; a Castenaso, in via Largo Molino 3, la Trattoria del Gusto è l’indirizzo ideale per assaporare la cucina del territorio con lasagna bolognese a 12 strati (consigliata) e fiori di zucca fritti con burrata.

A Castiglione dei Pepoli, in via Cavaniccie 6, la Taverna del Cacciatore propone una ricca selezione di piatti tipici riletti in chiave leggera e moderna; se siete invece a Crevalcore, in via Paltrinieri 62, alla Bottega Aleotti potete gustare un’insalatina di coniglio con salsa tartara, finocchio croccante e arancia o anche i tortellini in crema di parmigiano con guanciale.

Tre i locali suggeriti a Imola ad iniziare dal San Domenico, in via Sacchi 1, che fra le prelibatezze da non perdere annovera astice e foie gras, anatra “pressé” e una cantina da hit. In via Callegherie 13 si trova l’Osteria Callegherie, raffinata insegna dove gustare cucina contemporanea mentre in via Emilia 206, affacciato sulla centralissima piazza principale della cittadina, si trova il Caffè Bologna con ottime colazioni, pranzi leggeri e aperitivi per tutti i gusti.

A Pieve di Cento, in via Provinciale 2, il ristorante Buriani dal 1967 spazia con piatti fra terra e mare: da assaggiare gli gnocchi alla barbabietola, mandorla verbena e caviale di tartufo o il risotto ai fiori di zucca, gamberi e pinoli affumicati. In via Porrettana 291, a Sasso Marconi, si trova il ristorante Marconi, locale di famiglia trasformato sapientemente nel tempo in una destinazione gourmet di alto livello (provate i tortelli ripieni di gallinella di mare, fagioli, cipolla caramellata e crudo di seppia).

Due gli indirizzi a Valsamoggia: Da Amerigo, in via Marconi – frazione Savigno, perfetto per chi vuole compiere un viaggio nella cultura enogastronomica emiliana (le tigelle con gelato di parmigiano all’aceto balsamico tradizionale affinato sono strepitose) e Irina Trattoria (al civico 39 di via Marconi – Savigno) che propone, fra gli altri, un vitello tonnato e costoline al bbq da non perdere.

Infine, a San Giovanni in Persiceto, in via Matteotti 17a, si trova l’Antica Osteria del Mirasole con Locanda a cui la guida 2021 ha assegnato i celebri 3 “gamberi” per l’eccellenza assoluta. Qui la tradizione emiliana è quella più verace con ricette che vengono elaborate con grande rigore. Le materie prime arrivano dai caseifici e dagli allevamenti di famiglia. Pasta fatta in casa, carni (comprese le frattaglie) e dolci, tutto da provare. Uno di quegli indirizzi che, da solo, vale il viaggio.

La guida “Ristoranti d’Italia 2021” è in vendita a 22€ (info su www.gamberorosso.it)