Street food
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Ecco le insegne da non perdere assolutamente secondo gli esperti della guida del Gambero Rosso

“Se esistesse un parco giochi per buongustai, sicuramente l’Emilia Romagna sarebbe la terra privilegiata per ospitarlo”. Così si legge nella prefazione regionale alla guida 2023 del Gambero Rosso sullo Street Food (in vendita a 8,90€) dove si parla di specialità gastronomiche conosciute in tutto il mondo. Dalla piadina alla crescentina sino al gnocco fritto e ai tortelli alla lastra. E poi ancora prosciutti, culatelli e pasta fresca con tortellini, taliatelle e tortelli appannaggio delle formidabili sfogline.

I numeri parlano chiaro: il post pandemia ha fatto segnare una ripresa generale del settore ristorazione con una crescita esponenziale per lo street food (+21,3%) e delivery (53,7%). Lo scenario del cibo di strada all’italiana è cambiato. Decisamente in meglio.

Fra i 450 indirizzi – paninerie, pizzerie, osterie, chioschi, friggitorie e food truck sparsi in giro per l’Italia – sette sono a Bologna che ospita, fra l’altro, anche alcuni mercati divenuti ormai tappe imperdibili per gli appassionati dello street food. Da segnalare ci sono il Mercato delle Erbe, situato nel centro storico, nato nel 1910 e ristrutturato nel 2014, e il Mercato di Mezzo, di origine medievale, perfetto per una pausa in ogni momento della giornata.

In via Giuseppe Petroni 21a si trova BéMo dove da gustare assolutamente c’è il panino cinese di grano leggeremente biscottato riempito di maiale o manzo. E poi ancora gli spaghetti, sempre di grano; il porridge di zucca o succo di prugna per accompagnare i piatti della tradizione cinese di questa insegna. Il locale accoglie 15 posti a sedere (ma è possibile il take away) e si trova sotto al portico di una delle vie della zona universitaria.

Al 28o di via Nazario Sauro BoPu è una tavola calda dove gustare un’ottima cucina caslinga: quella della tradizione pugliese. La carne delle bombette arriva da una macelleria di Alberobello, la focaccia è barese, i fritti preparati a regola d’arete, le polpette al sugo quelle che ricordano la nonna. Ottime le pucce da passeggio.

In via Indipendenza 69 Bottega Portici è il regno della pasta. Una cucina blasonata che diventa “smart” grazie alle sue ciotoline compostabili con le quali far uscire dal ristorante il meglio della tradizione culinaria bolognese, alla portata di ogni tasca. Da provare i tortellini in brodo o alla crema di parmigiano, i balanzoni verdi di spinaci e ripieni di ricotta.

Fra gli etnici c’è Ciao Kebab, in via Centotrecento 24: una storia che comincia nel 1991 e che passa di mano da papà Jamil al figlio Omar. La tradizione palestinese è sublimata nel Gerusalem Kebab, 150 grammi di manzo marinato nella tahina, con un eccellente hummus e verdure fresche. E poi ancora falafel speziati e, per chiudere in dolcezza, i “baklava” al pistacchio. Per il Gambero Rosso è il “campione regionale dello street food” in Emilia Romagna.

In via dé Monari 1c c’è Mò Mortadella Lab dove gustare undici tipi di mortadella! Si può scegliere fra la classica, quella di carne d’asino, di bufalo, di suino nero, cinghiale o ancora al tartufo. Da non perdere neppure le mozzarelle di Andria, il Provolone del Monaco e gli involtini di mortadella piastrati e ripieni di ricotta di bufala e granella di pistacchio.

Specializzato in panini anche il lcoale di via dé Pignattari 1b: Pigro Mortadelleria (pochi posti in piedi) vanta una mortadella di alta qualità che farcisce i piccoli panini (ma abbondanti di farcitura!). Un luogo ideale per fare una merenda bolognese a base anche di crostino burro e acciughe, prosciutti e pecorini piccanti.

Infine Sorbole que tapas in piazza Aldrovandi 9/2b che già dal nome spiega bene l’idea di un incontro gastronomico. Da assaggiare l’arrrosticino di polpo e guanciale sulla salsa cacio, pepe e lime, i panini con pesce e formaggio fresco e tante altre delizie.