Palazzo Caprara Bologna
Palazzo Caprara a Bologna (Ufficio Stampa Regione Emilia Romagna)

Sabato 15 e domenica 16 maggio appuntamento con le meraviglie “nascoste” dell’Emilia Romagna

Dalle sale dei palazzi alla street art, con circa il 50% di luoghi all’aria aperta da visitare. Tornano, nel weekend del 15 e 16 maggio, le Giornate FAI di primavera anche in Emilia-Romagna: 46 aperture gratuite in 25 luoghi diffusi in tutta la regione, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria.

 A Bologna si apriranno le porte delle splendide sale di rappresentanza di Palazzo Caprara, oggi sede della Prefettura e normalmente non accessibili al pubblico e chi visiterà l’Hotel Majestic, già Baglioni, potrà percorrere duemila anni di storia partendo dai resti di una strada romana, passando alla prima opera nota dei fratelli Carracci per arrivare all’Art déco del Cafè Marinetti.

“Anche quest’anno siamo di fronte ad un programma esaltante e pieno di novità – ha affermato alla presentazione in Regione l’Assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicoricon un’ampia presenza di luoghi naturali, per aumentare il piacere delle visite in sicurezza. Il FAI da sempre svolge un’opera formidabile di educazione dei cittadini alla conoscenza e al rispetto del patrimonio culturale, e al contempo svolge un ruolo prezioso di conservazione, con azioni di salvataggio di molti beni, con risvolti anche economici per il territorio”.

 “Nella mia idea di politiche culturali non ci sono solo le istituzioni – ha aggiunto l’assessore – ma sempre più importanti devono essere le realtà di base. In base al principio di sussidiarietà, di cui sono un sostenitore, le istituzioni non devono fare ciò che fanno le associazioni, tra l’altro molto bene e con ulteriori possibilità di intervento per il futuro. Grazie ad associazioni come il FAI e a nuovi strumenti come il cinque per mille, l’Art Bonus e il crowdfunding, i cittadini sono sempre più chiamati e agevolati a partecipare alla rinascita dei beni culturali”.  

 “E’ un programma con tanta attenzione alla natura come bene culturale. Sottolineo che forse per la prima volta troviamo nel programma un’attenzione al tema delle bonifiche – ha concluso Felicori – che felicemente si lega alla decisione del Ministero della Cultura che ha inserito il Delta del Po nel Piano nazionale di rinascita”.

“Dalle città d’arte alle passeggiate nei percorsi naturali meno frequentati, dai palazzi ai conventi, dall’ Appenino alla pianura, dai fiumi al mare, i volontari delle delegazioni e dei gruppi FAI dell’Emilia-Romagna accompagneranno i visitatori alla scoperta di una Regione straordinariamente varia sotto il profilo geologico-naturale e ricca di tanta storia stratificata – ha commentato Carla Di Francesco, presidente regionale FAI –Vi aspettano con l’entusiasmo di chi sa che cultura, paesaggio, ambiente saranno parte sostanziale della rinascita del nostro paese nella post-pandemia, e con l’orgoglio di poter offrire il proprio contributo. Un grazie sincero a loro, e ai proprietari dei siti, Enti, Istituzioni, privati, che hanno aderito alle giornate FAI di primavera consentendo le aperture”.

Anche quest’anno i mediatori culturali del progetto FAI Ponte tra culture contribuiranno alla diffusione, presso le loro comunità, della conoscenza dei beni di Giornate FAI in lingua straniera.

Il FAI in Emilia-Romagna è rappresentato dalla Presidente Regionale, dalla Referente Regionale e da 10 Delegazioni, 10 Gruppi FAI, più di 14.000 aderenti e 9 Gruppi FAI Giovani con oltre 1500 aderenti. Nelle sule attività il Fai si avvale della collaborazione di Protezione civile, Carabinieri e Croce Rossa italiana.

Per le visite è necessario prenotare entro mezzanotte della sera precedente.