Angela Finocchiaro teatro Duse Bologna
Angela Finocchiaro (©Paolo Galletta)

Lo spettacolo teatrale, dal titolo “Ho perso il filo”, è in programma domani sera 16 febbraio

Un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che, nei panni di Teseo, parte per un viaggio, si perde, tentenna, ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro. È un’Angela Finocchiaro inedita quella che domani, 16 febbraio, alle ore 21, sarà sul palco del Teatro Duse di Bologna con ‘Ho perso il filo’, scritto dall’attrice insieme a Walter Fontana e Cristina Pezzoli, che firma anche la regia.

Nello spettacolo, che coniuga commedia, danza e gioco, Angela Finocchiaro si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima per raccontarci, con la sua stralunata comicità e ironia, un’avventura straordinaria, emozionante e divertente.

Sul palco Angela si presenta come un’attrice stufa dei soliti ruoli. Sarà, dunque, Teseo, il mitico eroe che sfida il mostro nei meandri del labirinto. La protagonista affida agli spettatori un gomitolo enorme, da cui dipende la sua vita, e parte. All’interno del labirinto niente va come previsto: viene assalita da strane creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.

Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un labirinto, che si esprime con scritte e disegni e che le lancia un gioco, allegro e crudele, per farle ritrovare il filo perduto.

Passo dopo passo, superando prove e trabocchetti, con il pericolo incombente del Minotauro, Angela è costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi, ma riscopre anche il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando, di fronte ai giovani ateniesi che la implorano di salvarli dal mostro che li sta già sgranocchiando, promette firme e impegno sui social; oppure come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.

Lo spettacolo vive, dunque, del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle creature del labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela, provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.  Sono i sei straordinari danzatori guidati da Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale.

Il labirinto è un simbolo antico di nascita-morte-rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro, in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.