Marchesini scultore Bologna
(Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei)


Le 16 medaglie realizzate tra il 1975 e il 1999 celebrano eventi attinenti a vicende storiche e culturali della città

L’Istituzione Bologna Musei è lieta di annunciare l’acquisizione nel proprio patrimonio di un gruppo di 16 medaglie realizzate dallo scultore e medaglista Marco Marchesini (Bologna, 1942). L’integrazione avviene per atto di donazione voluto dallo stesso artista, in occasione e a coronamento della mostra personale La scultura, tante storie promossa dal Museo civico del Risorgimento di Bologna e visibile fino al 10 aprile 2022.

Le medaglie saranno conservate presso il Museo Civico Archeologico, andando ad arricchire il prestigioso medagliere istituito nel 1878, in occasione della nascita del Museo Civico di Bologna, che annovera oltre 100.000 opere – tra monete antiche, medaglie, tessere, gettoni, conii e punzoni – connotandosi come uno dei nuclei più rilevanti dell’istituto oltre che una delle raccolte numismatiche più importanti in Italia.

La donazione di Marco Marchesini risulta particolarmente importante in quanto si configura come primo nucleo in assoluto di medaglistica realizzata da un artista contemporaneo.

Realizzate tra il 1975 e il 1999, le sedici medaglie donate comprendono otto esemplari in bronzo coniati o fusi a cera persa, unitamente ad altrettanti studi preparatori in terracotta di dimensioni molto più grandi del vero, solitamente sui 25/30 cm di diametro. Lo scultore ha selezionato le opere che, per contesto di committenza e messaggio iconografico, ricordano eventi e luoghi significativi per la storia e la vita culturale della propria città.

Spiega Marchesini: “Durante la mia attività di medaglista ho avuto la soddisfazione di realizzare medaglie a ricordo di momenti storici, eventi e personalità di ambito bolognese. Due medaglie per il benemerito Comitato per Bologna Storica e Artistica; una medaglia per i Martiri di Marzabotto; così come altre per il Santuario della Madonna di San Luca, il Canale di Reno a Casalecchio e la storica casa fortificata dei medici di montagna a Vergato. Tutte occasioni promosse da committenti desiderosi di lasciare un ricordo attraverso quest’arte antica, ancora oggi da alcuni apprezzata. Per questo ho proposto al Museo Civico Archeologico di accoglierne alcune nel proprio medagliere. Oggi, che questa richiesta è stata esaudita, sono felice di avere la certezza che saranno conservate all’interno di questo straordinario corpus di memorie felsinee, sicuro di fare cosa gradita a coloro che ne furono i committenti”.

Come monumento celebrativo, documento storico e opera d’arte, alla medaglia la storia dell’arte riconosce la funzione di testimonianza perenne per celebrare un personaggio, ricordare un avvenimento, una ricorrenza, un’occasione particolare attraverso simboli, allegorie, allusioni. Alla produzione di questa particolare tipologia di oggetto artistico di elevata qualità manufatturiera, Marchesini si è ampiamente dedicato con competenza e maestria nel corso della propria carriera di scultore.
Così descrive, nel catalogo della mostra, la dedizione verso questa tradizione artistico-artigianale, affascinato dalla capacità di ricostruire storie e vicende del passato: “«Quel piccolo monumento alla retorica che finisce dimenticato in un cassetto», così è stato detto della medaglia, per rimarcare il limite e sancirne l’inutilità; ma in questa ingrata definizione, al contrario, io scorgo un lato positivo del suo fascino sottile, che si svela quando proprio, in forza di questo suo sfuggire alla memoria, vi fa riemergere vivacemente il giorno in cui, seguendo altri pensieri, inopinatamente ce la ritroviamo tra le dita e, di colpo, con lei ritroviamo anche volti, voci, propositi. Poche cose al pari di una bella medaglia perduta e ritrovata sanno evocare ricordi, gratificando per una sorta di riappropriazione estetica e tattile dell’oggetto”.