Collezioni Arte Bologna
(©Giorgio Bianchi)

Nel periodo dal 23 aprile al 1 maggio il volume di pubblico registrato si attesta al 98% rispetto al 2019

I dati dell’afflusso alle collezioni permanenti dei musei civici di Bologna dal 23 aprile al 1 maggio 2022 riportano al volume registrato nel periodo corrispondente del 2019, prima dell’emergenza pandemica: per la precisione, agli attuali 10.136 due anni fa corrispondevano 10.816 visitatori, quindi il 94%, che però diventa il 98% (8.032 vs 8.195) se dal numero si sottrae l’utenza scolastica, la cui presenza per ora risulta ancora limitata a causa delle perduranti difficoltà nell’organizzazione di viaggi di istruzione e visite didattiche da parte del mondo della scuola.

Circa la provenienza del pubblico, il dato consolidato aggiornato a marzo 2022 fotografa la stessa situazione rilevata tra il 2019 e il 2022, ovvero circa il 50% dall’area metropolitana di Bologna, il 30% dal resto d’Italia e il 20% di stranieri, di cui circa il 15% provenienti da paesi europei.
Anche le elaborazioni provvisorie di aprile 2022 riprendono il dato corrispondente del 2019: 30% dal territorio metropolitano, 45% dalle altre regioni italiane e 25% dall’estero (con visitatori europei intorno al 20%).

È confermato il dato che il flusso turistico che interessa la città di Bologna si riflette direttamente sugli ingressi alle sedi dell’Istituzione Bologna Musei.

La diminuzione di visitatori nel biennio 2020 – 2021 in tutti i musei del mondo, compresi i musei di Bologna, è stata del 70% rispetto al periodo precedente – osserva Elena Di Gioia, Delegata del Sindaco alla Cultura del Comune di BolognaL’ultima settimana di aprile ha mostrato a Bologna una inversione di tendenza inaspettata nella sua grandezza: un ritorno vicino ai visitatori del 2019, l’anno in cui i musei dell’Istituzione Bologna Musei avevano raggiunto la più alta percentuale di visitatori in assoluto. Questo picco di presenze, che speriamo si confermi nei prossimi mesi, mostra un 30% di attrattività verso l’area metropolitana, un 45% verso il turismo nazionale e un 25% verso il turismo internazionale. Questi dati confermano l’opinione che la fruizione culturale post-pandemia sia ricercata e più consapevole. In attesa di ripartire a pieno regime con l’attività didattica, l’impegno è prendersi cura con sempre maggiore attenzione dei potenziali visitatori“.

L’aumento dei visitatori è ripreso con decisione dalla fine di febbraio, con l’attenuarsi del picco pandemico di quel periodo – osserva Maurizio Ferretti, Direttore Istituzione Bologna Musei – Non si tratta di una ripresa progressiva delle presenze bensì di una vera e propria impennata. Ancora a marzo eravamo a meno del 60% delle corrispondenti presenze nel 2019; a fine aprile siamo praticamente al 100% e questo nonostante che ancora per tutto lo stesso mese aprile vigesse l’obbligo di visita con mascherina. È importante poi sottolineare come i nostri musei civici siano evidentemente un’esperienza attrattiva per i turisti italiani e stranieri“.