Teatro Duse Bologna

In programma otto appuntamenti di drammaturgia contemporanea e storytelling

Ad aprire il percorso ‘DUSEoltre’, il 2 novembre, sarà ‘PPP/ Un Segreto Italiano’, scritto e interpretato da Carlo Lucarelli che ha tratto lo spettacolo dal suo romanzo omonimo. Lucarelli ripercorre gli ultimi anni di vita di Pier Paolo Pasolini soffermandosi sull’enigma della sua morte nel contesto buio e violento degli Anni di Piombo. Omaggio in forma d’inchiesta rivolto ad una delle personalità più influenti e controverse del Novecento italiano, il recital va in scena nel centenario dalla nascita di Pasolini e a quarantasette anni esatti dal ritrovamento del suo cadavere, il 2 novembre 1975, sulla spiaggia di Ostia. In scena con Lucarelli ci saranno anche Elena Pau (voce) e Alessandro Nidi al pianoforte.

Il 10 novembre, torna Marco Goldin con ‘Gli ultimi giorni di Van Gogh’, tratto dal romanzo omonimo che lo storico dell’arte ha dedicato al genio olandese. Immaginando che Van Gogh abbia tenuto un diario nelle sue settimane finali, Goldin narra inquietudini e stupori del pittore, immergendosi nei suoi quadri e nei suoi luoghi. Nel corso della narrazione, immagini, bozzetti, foto d’epoca e filmati saranno proiettati su schermi alti tre metri. Ad accompagnare il racconto di Goldin le musiche di Franco Battiato.  

Debutto al Duse il 29 novembre per Nichi Vendola, nell’inconsueta veste di interprete di ‘Quanto resta della notte’, spettacolo di ‘Parole, versi e suoni in cerca di un giorno nuovo’ come recita il sottotitolo della pièce, scritta dallo stesso Vendola. Lo spettacolo è composto da otto capitoli poetici più una chiosa e si avvale delle proiezioni video di Mario Amura e delle musiche di Populous. Al centro di ciascun capitolo alcuni dei temi più stringenti del nostro tempo: il suprematismo, le migrazioni, le guerre, il Covid, il femminicidio, la virtualizzazione delle relazioni, la crisi della politica e la sospensione dei diritti, fino ad una rinascita finale che passa dalla memoria, dalla liberazione dai sensi di colpa e dall’amore.

Un grande libro contenente oltre duecentocinquanta lemmi in attesa di definizione campeggerà, il 19 gennaio, al centro della scena di ‘Dizionario Balasso’, spettacolo ormai cult di Natalino Balasso, attore, comico e autore tra i più originali del panorama teatrale. Con l’aiuto del pubblico che sceglierà i vocaboli, Balasso condurrà un’improbabile caccia alla definizione per ciascuna parola, ma sarà solo lo spunto per improvvisare una catena di esilaranti monologhi in grado di sovvertirne il senso e svelarne i significati più profondi.

Altro debutto, il 15 febbraio, per ‘La vita al contrario – Il curioso caso di Benjamin Button’, versione teatrale del racconto fantastico di Francis Scott Fitzgerald ‘The Curious Case of Benjamin Button, pubblicato per la prima volta nel 1922 e reso celebre dal film del 2008 di David Fincher, vincitore di tre premi Oscar. Nel ruolo del protagonista, che al cinema fu di Brad Pitt, ci sarà Giorgio Lupano, diretto da Ferdinando Ceriani. La storia è quella di Nino che, nato ottantenne nel corpo di un bambino, vive nell’aspetto una vita inversa. Vittima di una linearità alterata e paradossale, Nino affronta l’infanzia come fosse un anziano e la vecchiaia come un infante, con tutte le surreali e dolorose conseguenze del caso. 

Sceglie ancora il Duse Marco Travaglio che il 1° marzo porterà in scena il suo nuovo monologo intitolato ‘I migliori danni della nostra vita’. Con il suo consueto stile satirico, il giornalista racconterà come, negli ultimi cinque anni di storia italiana, i poteri marci della politica, della finanza e dell’informazione abbiano ribaltato il voto degli italiani, dal cambiamento alla restaurazione, dalla questione morale e sociale all’Ancien Règime. Travaglio spiegherà, quindi, come difendersi dalla guerra infinita dei golpisti 2.0, sorridendo di più e, soprattutto, informandoci meglio.

Dopo alcuni anni di assenza, torna anche Paolo Rossi, il 5 aprile, con ‘Per un futuro, immenso repertorio’, un nuovo spettacolo che unisce stand up e commedia dell’arte. I contenuti, che variano ogni sera, sono sempre legati all’attualità: dal virus alla guerra, fino alla crisi economica. Non mancano riflessioni sull’impero del politically correct, la cancellazione della memoria e della cultura, sulla dittatura del pensiero unico. Fenomeni che un cantastorie come Rossi non può fingere di non vedere. Un teatro d’emergenza? Delirio organizzato? Serata illegale? Teatro di rianimazione? Comunque un teatro di domande.

Attesissimo Lino Guanciale che, dopo aver inaugurato la scorsa Stagione del Duse con ‘Itaca…il viaggio’, torna protagonista, il 18 e 19 aprile, con ‘Non svegliate lo spettatore’.  Lo spettacolo è un omaggio alla vita e alle opere di Ennio Flaiano, scrittore vincitore del Premio Strega nel 1947 e indimenticato sceneggiatore di capolavori di Federico Fellini come ‘I Vitelloni’, ‘La strada’, ‘Le notti di Cabiria’, ‘La dolce vita’ e ‘8 1⁄2’, ma anche delle pellicole di Alessandro Blasetti e della coppia Steno-Monicelli. Lo spettacolo, che parla del legame tra letteratura, cinema e teatro, è accompagnato dal commento musicale di Davide Cavuti che firma anche la regia.