Vanessa Incontrada
(©Renzo Daneluzzi)

Il 31 dicembre torna il tradizionale brindisi al Teatro Duse insieme agli attori

Sarà Vanessa Incontrada ad illuminare il gran gala di Capodanno del 31 dicembre, alle ore 21.30, al Teatro Duse di Bologna. L’attrice e conduttrice sarà sul palco di via Cartoleria, dal 29 dicembre al primo gennaio (giovedì e venerdì ore 21, domenica ore 16), con la commedia ‘Scusa sono in riunione…ti posso richiamare?’, scritta e diretta da Gabriele Pignotta, che è anche nel cast insieme a Fabio Avaro, Siddhartha Prestinari e Nick Nicolosi.

Le scene sono di Matteo Soltanto, i costumi di Valter Azzini, le luci di Pietro Sperduti e le musiche di Stefano Switala. La produzione è firmata A.ArtistiAssociati. Al termine dello spettacolo, la sera di San Silvestro, il pubblico potrà, dunque, salutare il nuovo anno brindando in teatro insieme agli artisti della compagnia, riprendendo le fila di un’amatissima tradizione del Duse. 

Intelligenza e ironia sono gli ingredienti della commedia in cui Pignotta dipinge il ritratto della sua generazione, quella dei quarantenni di oggi, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera, ma non abbastanza adulta da poter smettere di ridere ed ironizzare su se stessa. Ex ragazze ed ex ragazzi che, senza accorgersene, sono diventati donne e uomini con l’animo diviso tra ambizione e bisogno d’affetto. Sono, in fondo, persone portatrici sane di un fallimento sentimentale vissuto sui ritmi frenetici di un’esistenza ormai dipendente dalla tecnologia, che non lascia spazio ad un normale e sano vivere i rapporti interpersonali.

Cosa succederebbe, allora, se il gruppo di amici al centro della storia, per lo scherzo di uno di loro, si ritrovasse protagonista di un reality show televisivo? La risposta rimane di proprietà di un pubblico che dopo avere riso di se stesso si interrogherà a lungo sul senso di molti aspetti della vita. ‘Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?’ è, dunque, una commedia degli equivoci acuta e attualissima che, con ironia, ci invita a riflettere sull’ossessione della visibilità e sulla brama di successo tipici dei nostri tempi.

“La generazione dei quarantenni ne esce come quella di adorabili perdenti, pieni di fragilità, insicurezze, stress, nevrosi, patologie più o meno complicate a livello psicologicospiega Pignottama, proprio per questa fragilità, adorabili nella loro imperfezione. E quindi non puoi non volere bene a questi personaggi che, in fondo, sono proprio uno spaccato preciso e fedelissimo di ognuno di noi. Io ho voluto ironizzare su una generazione, che forse è anche un po’ più estesa’. La commedia si sviluppa rapidamente in crescendo. “Ad un certo punto – racconta ancora l’autore e regista – la pièce diventa una commedia degli equivoci. La seconda parte è davvero esilarante proprio perché il meccanismo degli equivoci è vincente, uno standard del teatro comico’.

Pignotta usa la penna con fine sagacia e descrive il nostro contesto sociale con grande attenzione al punto di vista umano, con spiccata vena comica ne declina vizi e virtù.