Paese dei campanelli
(©Ufficio Stampa Teatro Duse Bologna)

Sul palcoscenico del teatro bolognese la Compagnia Corrado Abbati

A cento anni dal debutto che avvenne nel 1923 al Teatro Lirico di Milano, il 14 e 15 gennaio (sabato alle 21, domenica alle ore 16), va in scena al Teatro Duse di Bologna ‘Il Paese dei Campanelli’, operetta in tre atti scritta da Carlo Lombardo con la musica di Lombardo e Virgilio Ranzato.

A firmare questa produzione del centenario è la Compagnia Corrado Abbati che tributa il suo omaggio all’operetta italiana più celebre e amata di sempre. Lo spettacolo si avvale della nuova drammaturgia, adattamento e regia dello stesso Abbati. Le coreografie sono di Francesco Frola, la direzione musicale è di Alberto Orlandi, mentre performers e danzatori fanno parte del Balletto di Parma.

‘Il Paese dei Campanelli’ deve la sua popolarità alla particolare leggerezza ed allegria del testo, ma anche alle melodie facili e dall’impatto immediato. Si racconta infatti che, già all’indomani della prima rappresentazione, molti brani venissero cantati o fischiettati per le strade di Milano. Un successo immortale, dunque, dovuto anche ad un canovaccio fantasioso, a tratti esotico, ambientato in un variopinto villaggio immaginario. Completano l’allestimento i coloratissimi costumi dei protagonisti ed un’elegante e garbata nuova drammaturgia.

La storia è nota. Siamo su di un’immaginaria isola olandese dove, sopra ad ogni casa, c’è un piccolo campanile con un campanello. Secondo la leggenda, i campanelli suonano ogni volta che si verifica un tradimento. Il tutto si complica quando nel tranquillo paese dei campanelli arriva una nave carica di marinai e, naturalmente, il disordine prende il sopravvento. A cento anni dalla prima rappresentazione, il dilemma tra amore coniugale ed extra coniugale resta, dunque, un tema eterno, così come gli equivoci di questa commedia sana e priva di malizia continuano a divertire il pubblico di oggi come quello di un secolo fa.