Palazzo Boncompagni ingresso
(©Ufficio Stampa Palazzo Boncompagni)

Il 9 maggio Palazzo Boncompagni ospita il secondo incontro della serie dedicata ad approfondire la cultura che ha permeato l’epoca e la storia della dimora di papa Gregorio XIII

Mercoledì 9 maggio Palazzo Boncompagni ospita il secondo appuntamento de I pomeriggi di Palazzo Boncompagni, ciclo di conferenze a cura di Sonia Cavicchioli in collaborazione con il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna.

Dall’arte al costume ai personaggi storici, dall’economia alla politica alla società, la nuova importante serie di incontri arricchisce il già ricco programma della dimora di papa Gregorio XIII e ha come scopo l’approfondimento e la conoscenza della cultura che ha permeato l’epoca e le vicende di uno dei luoghi più importanti e affascinanti del Rinascimento bolognese.

Il secondo appuntamento vedrà l’intervento di Lauro Magnani, Università di Genova, che racconterà di Luca Cambiaso. Un protagonista del secondo Cinquecento da Genova all’Escorial.

Nella vicenda di Luca Cambiaso (1527- 1585) trovano riscontro le problematiche di un artista di largo successo nella seconda metà del XVI secolo: la sua esperienza muove dalla formazione negli anni Quaranta a Genova, uno dei nodi economico/politici significativi nel panorama europeo, stimolata dai recenti apporti di Perin del Vaga, di Beccafumi, di Pordenone chiamati a svolgere un aggiornato programma di comunicazione per immagini nella dimora del Principe Doria a Fassolo.

Presto fu impegnato dall’ oligarchica genovese nei ricchi progetti decorativi delle residenze di una città rinnovata, tra la metà del secolo e gli anni sessanta, dai modelli abitativi introdotti da Galeazzo Alessi: Cambiaso, sensibile a recepire spunti dei grandi maestri, da Michelangelo a Raffaello, a Correggio a Tiziano ecletticamente colti nel corso della sua attività, elabora peraltro una personale concezione dell’immagine in special modo attraverso l’esperienza grafica in un ribadito studio della figura in movimento nello spazio.

Dagli anni Settanta in particolare non sfugge, anzi si pone apertamente, il problema del rapporto tra immagini e uso religioso delle stesse: da un lato recepisce l’esigenza di un loro utilizzo strumentale fino a una rinuncia alle ricchezze pittoriche in favore di una vocazione meditativa, dall’altro aderisce al progetto di Filippo II per l’intera decorazione dell’Escorial, dalle grandi pale all’ estesissimo ciclo di affreschi. L’esito finale della prestigiosa committenza per il sovrano sottolinea emblematicamente una crisi tra istanze ideologiche e libertà creativa per un artista che pure godette ancora di fama tra la fine del secolo e gli inizi del Seicento e di una fortuna che fu costante per la sua tecnica disegnativa spesso imitata.

La coerenza cronologica con i cicli decorativi di palazzo Boncompagni e la coincidenza dell’esperienza di Cambiaso con gli anni del pontificato di Gregorio XIII (il pittore e il pontefice muoiono nello stesso anno) sembrano offrire un ulteriore spunto per affrontare in questa circostanza una rilettura dell’opera dell’artista genovese.

Chiude questa primo ciclo di conferenza il 30 maggio, Paola Goretti, storica dell’arte e del costume con La memoria delle vesti. La moda nell’età di Gregorio XIII.

Gli appuntamenti, aperti al pubblico (fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria sul sito di Palazzo Boncompagni) si svolgeranno, per questa prima serie di incontri, alle ore 17.30.