Bologna campagna riders
(©Ufficio Stampa Comune Bologna)

Una grande inchiesta costruita a Bologna in esclusiva assoluta dal popolare mensile insieme alla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD)

Di fronte all’emergenza sanitaria, le consegne a domicilio sono diventate un servizio di prima necessità e hanno subito un’impennata per numero di ordini, prodotti, persone impiegate. In parallelo chi forniva il servizio spariva dietro a un algoritmo di piattaforma, fosse esso un rider o un commerciante. I diritti dei riders come lavoratori sono da sempre messi in secondo piano rispetto al guadagno delle piattaforme e i commercianti sono costretti a rincari sui loro prodotti, oppure sono strozzati dalle tariffe del servizio. Ma come è cambiato il loro lavoro rispetto a prima?

Sul terreno dei diritti c’è stato un avanzamento rispetto alle loro richieste di maggiori tutele e garanzie? Perché si parla così poco di realtà alternative come Consegne Etiche, piattaforma di consegna a domicilio che garantisce equità e trasparenza? O della Fondazione Innovazione Urbana che rivendica un nuovo ruolo come attore che innesca, facilita e indirizza? O il sindacato Riders Union Bologna che è stato promotore della Carta dei diritti del lavoro digitale, o realtà del sociale come idee in Movimento o Dynamo più legata alla mobilità sostenibile e all’utilizzo della bicicletta con a supporto il mondo cooperativo (Legacoop Bologna)?

Parte da questi punti interrogativi la grande inchiesta costruita a Bologna in esclusiva assoluta da Cosmopolitan.it insieme alla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD), nella piena adesione della campagna Amarsi un Pò. “Siamo stati colpiti da questa pandemia all”improvviso e nelle cose più care: la salute, gli affetti, le relazioni, il lavoro. E vogliamo uscirne, tutti. Non solo vivi, ma anche uniti e migliori. Ognuno di noi ha un ruolo da giocare, piccolo o grande che sia. L’amicizia e il supporto di Cosmopolitan ci incoraggiano e rinforzano la mission della nostra iniziativa”, spiega Giulio Frigieri, leader della campagna Amarsi un Pò lanciata da CILD nel dicembre 2020 a cui Cosmopolitan.it ha deciso di donare adesione, collaborazione e supporto.

“Amarsi un Pò è una campagna a cui vogliamo già molto bene, sostenerla rappresenta per noi un impegno rispetto alle libertà civili e alle grandi tematiche di oggi che ha la propria origine nel DNA di Cosmopolitan, capace di parlare alle giovani generazioni fisiologicamente più attente all’inclusione, alle diversità e alle libertà, nell’ampio perimetro di una community che vede nel brand Hearst un importante punto di riferimento” – spiega Paola Di Marcantonio, digital director di Cosmopolitan.