CEA operazioni dighe
(Ufficio Stampa CEA)

La Cooperativa Edile Appennino chiude un bilancio solido con tutti i principali indicatori in positivo. Giuseppe Salomoni, presidente: “Un risultato importante dopo i difficili primi mesi del 2020: merito di tutta la squadra”

Un anno duro, con la pandemia che si è abbattuta con forza sul settore edile a colpi di chiusure, stop alle attività, ritardi nelle opere pubbliche e private: uno scenario di grande sfida che ha visto CEA – Cooperativa Edile Appennino, realtà di Monghidoro con filiali in Romania, Libia e Libano, dimostrare la propria solidità, la propria capacità di resilienza e l’importanza della spinta innovativa che l’azienda ha nel proprio DNA.

Lo racconta il bilancio 2020 recentemente approvato dall’Assemblea dei Soci: valore della produzione inalterato rispetto all’anno precedente nonostante le restrizioni imposte dal Covid (61,4 milioni di euro), oltre 118 milioni di euro in nuove commesse acquisite in piena pandemia (+74%), 51 nuove assunzioni fra impiegati e operai, quasi 2 milioni di euro in investimenti in attrezzature e nuovi macchinari, e un grande impulso all’innovazione che ha dato vita a importanti brevetti e futuristici strumenti di lavoro.

“Fra marzo e aprile 2020 abbiamo registrato una contrazione del volume di affari di circa il 40% – spiega il presidente Giuseppe Salomoni – ma, anche grazie ai nostri brevetti innovativi, la riapertura ci ha trovati pronti, reattivi e disponibili ad avviare attività e progetti ponendo sempre al centro la salute e la sicurezza di tutti i nostri dipendenti. I risultati che registriamo oggi sono frutto di un’oculata programmazione, di partnership importanti, di strategie ponderate cercando di mettere a frutto anche i lunghi periodi di rallentamento delle attività e, soprattutto, del grande impegno che ogni singola persona che fa parte di CEA ha messo in campo anche nei momenti più difficili. Prima del Covid ci eravamo posti obiettivi ancora più ambiziosi: li consideriamo soltanto brevemente rimandati mentre possiamo dirci soddisfatti di come la cooperativa abbia non solo retto l’urto di una pandemia mondiale ma abbia anche saputo reagire allo scenario di crisi globale”.

Spiccano, in questo contesto, alcuni dati rilevanti: “nel 2020 abbiamo aumentato il nostro portafoglio commesse di oltre il 74% – prosegue Salomoni – passando dai 158 milioni di euro di fine 2019 agli oltre 223 milioni al 31 dicembre 2020”. A trainare questa crescita sono stati soprattutto il segmento delle infrastrutture (che ha visto aggiungersi lavori per oltre 58 milioni di euro, +371% rispetto al 2019) e le manutenzioni (con oltre 47,8 milioni di euro in nuovi contratti, +84%) a cui si aggiungono oltre 6,5 milioni di euro per opere all’estero. A questo si aggiunge il non trascurabile incremento della forza lavoro: 51 nuove assunzioni che hanno portato l’organico di CEA a 400 unità: “In un momento di crisi generalizzata per l’occupazione – commenta Salomoni – abbiamo scelto di dare un segnale: le nuove commesse hanno aperto spazi per ingrandire la nostra squadra e abbiamo scelto di farlo con contratti più strutturati, senza ricorrere né a collaborazioni temporanee né a contratti in somministrazione attraverso le agenzie interinali”.

Se i trend registrano tutti il segno più è merito anche degli importanti investimenti che CEA ha messo in campo, negli ultimi anni, sul fronte dell’innovazione: “Per CEA si tratta di un ambito essenziale – conclude Salomoni – in cui abbiamo investito risorse interne ed esterne. Riteniamo che il concetto di “industria 4.0” possa avere ricadute significative anche nel mondo dell’edilizia che, per tradizione, è il settore più restio ad adottare le tecnologie digitali”. E i risultati non si sono fatti attendere: “Il nostro settore R&D ha registrato diversi brevetti che si stanno rivelando cruciali per le nostre attività: dal sistema di gestione delle acque di prima pioggia al MBSM, un metodo innovativo per la manutenzione di dighe e bacini in asphal dams, senza dimenticare Jobsafer, il nostro sistema per il monitoraggio dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte delle maestranze, mascherine incluse, che ci ha permesso di ripartire a pieno regime nella primavera scorsa. Infine, ultimi ma non per importanza, i nostri nuovi asfalti “a scarto zero” utilizzati nei cantieri per la manutenzione delle linee gas, acqua e fognature e primi protagonisti della nostra rivoluzione ‘green’ nel segno dell’ecosostenibilità”.