Imola Pierangelo Raffini
(Ufficio Stampa Comune di Imola)

Sono ben 60 le attività che otterranno il contributo a fondo perduto finanziato dal Comune per chi ha realizzato o sta realizzando opere di miglioria del proprio locale

Per dare risposta a tutte le domande di contributo pervenute, il Comune ha innalzato da 50 mila a 137 mila euro, quasi triplicandole, le risorse destinate a contributi a fondo perduto per le imprese del settore commercio e artigianato presenti nel perimetro del centro storico.

“Avevamo messo a disposizione inizialmente 50 mila euro, ma visto che la graduatoria formata dalla commissione preposta a valutare le domande ha raggiunto la quota di ben 60 richieste ammesse, abbiamo deciso di dare risposta a tutti gli operatori aventi diritto, quasi triplicando le risorse a disposizione – spiega Pierangelo Raffini, assessore al Centro storico e alle Attività produttive -. Pertanto, abbiamo autorizzato un prelievo dal fondo di riserva del Comune di 87 mila euro”.

Per l’assessore Raffini “è una grande, doppia soddisfazione: in primo luogo perché le imprese del centro storico hanno compreso l’importanza della nostra iniziativa, in secondo luogo perché l’adesione è stata tale che sono state presentate e accolte ben 60 domande. Come Amministrazione comunale abbiamo voluto premiare chi in questi due anni di crisi dovuta alla pandemia ha creduto nella nostra città e in particolare nel nostro centro storico, continuando ad investire per migliorare sempre più la propria attività”.

Ricordiamo che il bando predisposto dall’assessorato allo Sviluppo Economico del Comune di Imola prevede di destinare un contributo a chi ha realizzato o sta realizzando, fra il 2019 ed il 2021, opere di miglioria del proprio locale, in centro storico. Nello specifico è stato rivolto alle imprese del settore commercio e artigianato presenti all’interno dell’area definita come “centro storico commerciale naturale”.

“Avere quasi triplicato il fondo a disposizione delle imprese è il segno di una grande attenzione verso il centro storico e le attività presenti, che nonostante il periodo difficile della pandemia hanno avuto il coraggio di investire. Un’attenzione condivisa con l’assessore Raffini, che va anche nell’ottica di aumentare il decoro complessivo dell’area per rendere sempre più attrattivo il centro e mettere in valore la sua funzione di centro commerciale naturale” commenta da parte sua il sindaco Marco Panieri.

Gli attuali 137 mila euro sono composti per 87 mila euro da risorse che il Comune preleva dal proprio fono fondo di riserva e dagli iniziali 50 mila euro, finanziati per circa 38 mila euro con risorse proprie del Servizio Sviluppo Economico e Progetti Europei e per i restanti quasi 12 mila euro (esattamente € 11.917,26) con risorse non utilizzate nel 2020 dal Presidente del Consiglio comunale e dai Gruppi consiliari, che nei mesi scorsi hanno deciso di destinare a favore delle categorie maggiormente colpite dal Covid-19 una parte delle risorse finalizzate alla propria attività istituzionale (mozione approvata con delibera CC n. 121/2021).

L’area interessata dai progetti di valorizzazione è quella conosciuta come “centro commerciale naturale”. Nell’area suddetta insistono circa 400 attività, tra cui 300 esercizi di vicinato/pubblici esercizi e attività artigianali; va inoltre sottolineato che gli esercizi commerciali del centro storico rappresentano il 40% del totale di quelli presenti sul territorio comunale, mentre i pubblici esercizi del centro storico rappresentano oltre il 30% del totale.

Al bando sono state ammessele micro e piccole imprese dei settori: commercio in sede fissa; pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e alberghi; laboratori artigianali (alimentari, riparazioni, sartorie, falegnami, ecc.); acconciatori, estetiste, tatuatori. Queste attività devono avere sede legale in uno stato membro dell’U.E., con sede operativa o unità locale nel Comune di Imola nel perimetro del ‘centro storico commerciale naturale’ e non devono presentare, nella compagine societaria, società o persone fiscalmente residenti in uno stato non aderente all’U.E. Le attività devono avere locali al piano terra che si affacciano con vetrine su area pubblica o privata ‘gravata’ da pubblico passaggio.