Economia bolognese
(Ufficio Stampa Camera di Commercio Bologna)

Valori positivi per la metalmeccanica, il turismo, i servizi, il settore edile

Il terzo trimestre dell’anno conferma la tenuta dell’economia bolognese, ma le dinamiche di crescita sono meno intense rispetto ai primi sei mesi dell’anno: +5,6% la produzione, +5,8% il fatturato, bene ancora le vendite all’estero (+4,0% la domanda estera, +7,3% il fatturato estero). Segnali di attenzione invece dagli ordinativi, che pur mantenendo tassi di crescita positivi (+4,2%), si sono ridotti ad un terzo di quanto raggiunto a fine 2021.

Si conferma il sostegno della metalmeccanica, la cui crescita presenta dinamiche mediamente doppie rispetto all’andamento del manifatturiero in complesso. Produzione e fatturato raggiungono rispettivamente un +10,5% e un +10,6%, 8,6% in più per gli ordinativi; importante la tenuta del mercato estero, con un +12,6% del fatturato e un +10,9% della domanda estera.

Segnali di rallentamento invece per il comparto del packaging, che meglio aveva tenuto nel periodo della crisi pandemica, ma che già nel corso del 2021 aveva mostrato dinamiche meno intense: tra luglio e settembre solo variazioni al di sotto dello zero per il comparto, -4,3% per la produzione, -9,2% il fatturato, dove è venuto meno il sostegno del mercato estero (-10,2% le vendite all’estero, -8,3% la domanda estera). -7,7% anche per gli ordinativi in complesso.

Ancora un +3,8% per il volume d’affari del settore edile, in cui continua a crescere la componente artigianale (+3,6%), mentre si assesta la parte cooperativa (+0,1%).

Tiene, anche se su dinamiche meno rilevanti rispetto al manifatturiero in complesso, il comparto dell’artigianato: +2,1% per la produzione, +2,0% il fatturato, bene anche i mercati esteri (+2,8% per il fatturato e +2,6% per la domanda estera). Preoccupa però la battuta d’arresto degli ordinativi (-0,6%).

Variazioni positive, ma meno significative della media di settore, anche per la cooperazione: il terzo trimestre fa registrare un +1,6% per la produzione, +2,2% il fatturato e +3,5% gli ordini, nessuna variazione invece sui mercati esteri.

Luci ed ombre nel comparto dell’industria alimentare: in assenza di una domanda consistente, +0,2% gli ordini totali, -0,8% la domanda estera, a cui si somma un -3,0% per la produzione, i valori positivi del fatturato (+0,9% in complesso e + 3,8% per il fatturato estero) sembrano potersi giustificare con una parziale revisione dei prezzi di vendita.

Ancora un trimestre di crescita per i servizi, ma il +3,8% del volume d’affari complessivo si è quasi dimezzato nei tre mesi.

Poco al di sopra dello zero (+0,7%) la crescita delle vendite del commercio al dettaglio: da segnalare il +2,3% del comparto alimentare, e il ritorno su tassi di crescita positivi della grande distribuzione (+3,8%). Crescita del +5,3% per il commercio all’ingrosso.

Recuperano un ulteriore 11,5% in complesso le attività turistiche: +14,8% il volume d’affari delle strutture ricettive, +9,8% quello della ristorazione, +40,2% per le agenzie di viaggio.

Ma per oltre 1 operatore del settore su 2 fattori quali l’impennata dei costi energetici, la carenza di materie prime e la persistente difficoltà a reperire manodopera, oltre che le tensioni Russia-Ucraina, lasciano ampi margini di incertezza per i prossimi mesi d’attività. E in realtà ne lasciano intravedere i primi riflessi già in questi tre mesi: per oltre 4 operatori su 10 (e si sale a 1 su 2 nel comparto del packaging), produzione, fatturato e ordinativi sono in calo già rispetto al giugno scorso, ed i saldi tra chi ha visto aumentare la propria attività tra luglio e settembre, e chi invece ne ha registrato una diminuzione, sono tutti negativi.