Se non interviene il decreto Milleproroghe entro 4 anni cancellati gli aiuti all'editoria (foto Shutterstock)

La legge 145/2018 prevede una progressiva riduzione degli aiuti fino alla cancellazione entro 4 anni

Legge sugli aiuti all’editoria in attesa di proroga. E senza proroga diventa operativa la legge n. 145 del 2018 (Legge di Bilancio 2019), voluta dall’ex sottosegretario all’informazione e all’editoria, Vito Crimi, che prevedeva la cancellazione progressiva dei contributi per l’editoria, in 4 anni. Infatti, come riporta anche l’Uspi, Unione stampa periodica italiana, nel comma 810 della legge 145 era prevista la diminuzione dei contributi, fino alla loro completa sparizione. Nel frattempo sono state adottate soltanto delle proroghe alla normativa di sostegno.

Il 19 gennaio scorso scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto Milleproroghe, in discussione alla Camera, nel quale non è stata prevista alcuna norma di proroga relativa al sistema di sostegno all’editoria. Secondo quanto riporta Prima, la maggioranza ha presentato in extremis emendamenti al decreto Milleproroghe per rinviare di altri due anni il taglio ai contributi all’editoria. Se non sarà approvato un ulteriore rinvio, dal 2025 partirebbe il primo taglio di contributi del 25%. Ora non resta che vedere quel che accadrà in Parlamento e se vi sarà la proroga della normativa di sostegno al settore o se la legge 145/2018 diventerà operativa.

La domanda

Intanto, è attiva dal 2 gennaio scorso la piattaforma per la presentazione delle domande di ammissione ai contributi 2023 a favore delle imprese editrici di quotidiani, nazionali e diffusi all’estero, e di periodici nazionali. Le istanze potranno essere presentate fino al 31 gennaio. A comunicarlo un avviso pubblicato sul sito del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri.

Per richiedere le credenziali di accesso alla procedura c’è tempo fino al giorno precedente la chiusura della piattaforma stessa, inviando l’apposito modulo alla casella Pec die.contributidiretti@pec.governo.it. L’ufficio competente provvederà a trasmettere le credenziali riservate (username e password) e l’indirizzo attraverso il quale accedere alla piattaforma. Le imprese che hanno presentato domanda negli anni precedenti possono utilizzare le credenziali di cui sono già in possesso.

La rata di anticipo

Per ricevere l’eventuale rata di anticipo, la domanda deve essere corredata dei documenti previsti dall’articolo 2, comma 2, del Dpcm 28 luglio 2017. Possono usufrire di una prima tranche di contributo soltanto le imprese già beneficiarie dell’incentivo nell’anno precedente. Sempre entro il 31 gennaio, deve essere inviato, a cura dell’editore, un campione dei numeri della testata agevolata all’indirizzo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma. E se il contributo è richiesto per la prima volta il plico deve contenere anche le copie della rivista relative alle due annualità precedenti.

Chi sono i beneficiari

Come stabilisce il Dlgs n. 70/2017, che ridefinisce la disciplina di erogazione del contributo, possono usufruire del contributo, a patto che svolgano unicamente attività informativa autonoma e indipendente di carattere generale:

  • – le cooperative giornalistiche;
  • – le imprese editrici il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro, limitatamente a un periodo di cinque anni a decorrere dal 15 novembre 2016;
  • – gli enti senza fini di lucro o le case editrici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti;
  • – le imprese che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche.

Inoltre, possono accedere al contributo le imprese che editano:

  • – quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, con testi scritti almeno per il 50% in lingua italiana;
  • – quotidiani editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero (per l’edizione cartacea si considerano prevalentemente diffusi all’estero i – – quotidiani con una diffusione all’estero non inferiore al 60% delle copie complessivamente distribuite; per l’edizione in formato esclusivamente digitale quelli che raggiungono una percentuale di utenti unici mensili all’estero non inferiore al 60% del numero totale di utenti unici mensili).

Per eventuali chiarimenti è possibile scrivere alla casella di posta elettronica: helpdesk.piattaformacontributi@governo.it.