Marcello Bonvicini Presidente Confagricoltura Emilia Romagna
Marcello Bonvicini

Bonvicini: “Difendere la frutticoltura significa difendere uno dei motori economici dell’Emilia-Romagna. Senza reddito non c’è futuro.”

La frutticoltura dell’Emilia-Romagna sta vivendo una delle stagioni più difficili degli ultimi anni. Al peso dei cambiamenti climatici, che stanno riducendo le produzioni e aumentando i costi di gestione dei frutteti, si aggiunge un mercato che continua a riconoscere prezzi insufficienti ai produttori.

Una situazione paradossale: mentre la disponibilità di prodotto diminuisce a causa del caldo e degli eventi climatici estremi, le quotazioni all’origine restano basse o addirittura in calo, comprimendo ulteriormente i margini delle imprese agricole. Una dinamica evidenziata anche dalle recenti analisi di mercato, che registrano un forte ridimensionamento dei prezzi riconosciuti ai produttori nonostante la riduzione dell’offerta.  

Per Confagricoltura Emilia-Romagna il problema non riguarda soltanto l’andamento di una singola campagna, ma la sostenibilità economica di un comparto strategico per l’agricoltura regionale.

“Le nostre imprese – dichiara Danilo Tamisari, presidente della Federazione Regionale Colture Arboree di Confagricoltura Emilia-Romagnastanno affrontando un aumento continuo dei costi di produzione. Irrigazione, energia, carburanti, manodopera, mezzi tecnici e difesa fitosanitaria richiedono investimenti sempre maggiori, indispensabili per mantenere elevati standard qualitativi e garantire produzioni sane e sicure. Tutto questo, però, non trova alcun riscontro nei prezzi riconosciuti ai produttori.

È inaccettabile – prosegue Tamisari – che il consumatore continui a pagare prezzi sostenuti mentre alle aziende agricole venga riconosciuto un valore sempre più basso. È evidente che qualcosa nella distribuzione del valore lungo la filiera non funziona. Per questo chiediamo alla politica e al Ministero dell’Agricoltura di intervenire con regole più efficaci e strumenti di tutela che garantiscano maggiore equilibrio nei rapporti di filiera impedendo che il peso delle distorsioni del mercato ricada sempre sull’anello più debole, quello della produzione agricola. Le imprese hanno bisogno di un sistema di protezione che assicuri trasparenza, correttezza nella formazione dei prezzi e una più equa distribuzione del valore. Se chi produce continua a lavorare in perdita, il rischio è quello di assistere a un ulteriore abbandono dei frutteti, con conseguenze economiche, occupazionali e ambientali per tutto il territorio.”

Negli ultimi anni le aziende frutticole hanno investito per rendere le produzioni più resilienti ai cambiamenti climatici, installando reti antigrandine, sistemi irrigui efficienti e adottando tecniche innovative. Investimenti che oggi pesano sempre di più sui bilanci aziendali e che non vengono compensati da adeguati ritorni economici.

L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali distretti frutticoli europei – conclude Tamisari – e non possiamo permettere che venga progressivamente smantellato. Servono politiche che rafforzino la competitività delle imprese, una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, strumenti efficaci per la gestione del rischio e, soprattutto, una più equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera. Senza reddito non c’è futuro per la frutticoltura.”

Il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Marcello Bonvicini, richiama invece l’attenzione sulla necessità di affrontare il problema con una visione di lungo periodo.

La crisi della frutticoltura non riguarda soltanto gli agricoltori. Riguarda un comparto che rappresenta una delle eccellenze produttive dell’Emilia-Romagna, crea occupazione, genera esportazioni e contribuisce alla tutela del territorio. Se continuiamo ad assistere a un progressivo impoverimento delle imprese agricole, il rischio è quello di perdere un patrimonio costruito in decenni di investimenti, competenze e innovazione.

Per questo chiediamo alle istituzioni regionali, nazionali ed europee di mettere al centro il tema del reddito delle imprese agricole. Servono politiche che garantiscano competitività, reciprocità negli scambi internazionali, investimenti per affrontare il cambiamento climatico e una distribuzione del valore più equa lungo tutta la filiera. Difendere la frutticoltura significa difendere uno dei motori economici dell’Emilia-Romagna.

Confagricoltura Emilia-Romagna continuerà a portare queste istanze ai tavoli istituzionali, affinché la frutticoltura torni a essere un settore capace di garantire reddito alle imprese e prospettive alle nuove generazioni di imprenditori agricoli.