Davide Prina chitarrista
(Ufficio Stampa Emilia Romagna Festival)

Appuntamento quesra sera, martedì 21 giugno, alle ore 21, nel Giardino storico del Palazzo Vescovile

Questa sera, martedì 21 giugno (ore 21), nel Giardino storico del Palazzo Vescovile di Imola il chitarrista Davide Prina sarà il protagonista dell’appuntamento di anteprima della XXXII edizione di Emilia Romagna Festival. Il concerto è inserito nell’ambito della Festa della Musica, da sempre è dedicata alla valorizzazione dei giovani grandi talenti del nostro territorio. Il concerto sarà preceduto (ore 20.00) da una visita guidata al Giardino Storico (consigliata la prenotazione a ERF 0542 25747).

Il giovane e talentuoso chitarrista, Davide Prina, proveniente dal Conservatorio Arrigo Boito di Parma, affermato in diversi concorsi Internazionali, perfezionatosi all’Accademia Chigiana ed ora iscritto al MAS, il Conservatorio della Svizzera Italiana, eseguirà un originale ed intrigante repertorio chitarristico del ‘900, dal sapore spagnoleggiante e fortemente ispirato al famoso chitarrista Andrés Segovia.

Il concerto inizia con una selezione di 6 dei 24 Caprichos de Goya di Mario Castelnuovo Tedesco, autore fiorentino di origine ebraiche, emigrato negli Stati Uniti a causa delle drammatiche leggi razziali di mussoliniana memoria. Ispirati ai disegni di Francisco Goya, Castelnuovo Tedesco scrive i suoi 24 capricci nel 1961, quando ormai si trova da tanti anni a Los Angeles, e li dedica a suo figlio minore Lorenzo, purtroppo malato di poliomielite.

Il programma prosegue con due brani di autori sudamericani, Ponce e Ginastera. La Sonata Romántica in quattro tempi di Manuel Ponce è del 1920 e riporta in modo chiaro il sottotitolo “omaggio a Franz Schubert, che amava la chitarra”, e aveva l’obiettivo di fare il paio con la precedente sonata classica, come fossero esercizi di stile.

Di molto successiva alla sonata romantica di Ponce, e circa 15 anni dopo i capricci di Castenuovo Tedesco, è invece la Sonata op 47 per chitarra scritta dall’argentino Alberto Ginastera nel 1976; anche questa sviluppata in quattro tempi, trova una sua versione definitiva solo nel 1981, dopo diversi rimaneggiamenti da parte dell’autore. A differenza degli altri due compositori, la Sonata è l’unico brano per chitarra scritto da Ginastera.

In caso di maltempo l’appuntamento si svolgerà nella Sala Grande del Museo Diocesano.