Galleria Cavour

Un progetto che vede tra le protagoniste Ester Grossi, artist in residence di Fondazione Palazzo Boncompagni e in collaborazione con Galleria Cavour 1959, luogo che da sempre ha nella sua mission la creazione di valori e l’innovazione green

Galleria Cavour 1959 ospita il 18 aprile 2024 un nuovo talk del ciclo Galleria Cavour 1959 per Bologna e a seguire un’originalissima esposizione di una collezione di abiti, disegnati e prodotti da Cristina Battistella, che sono stati poi interpretati e valorizzati da nove artisti e artiste rendendoli pezzi unici. 

Il progetto, dal titolo La Geografia della Trasformazione, unisce moda, sostenibilità ed arte: tre elementi che hanno molto in comune con la prima galleria commerciale a livello internazionale che ha ottenuto l’importante certificazione ambientale “carbon neutral” e che da sempre ha nella sua mission la creazione di valori e l’innovazione green.

Il talk si terrà a partire dalle 18.30 nel Trivio di Galleria Cavour 1959 e l’esposizione sarà visitabile subito dopo nello spazio espositivo di Terrazza Green dove resterà visibile per tre giorni, fino a domenica 21 aprile.

Realizzato dalla fashion designer Cristina Battistella La Geografia della Trasformazione nasce dal Project Work finale per il Master presso l’Università di Prato diretto da Silvia Gambi. In esso si affrontano tematiche come la moda, la sostenibilità e l’arte che saranno toccate anche nel talk moderato dalla giornalista Marta Martina e dove interverranno oltre a Silvia Gambi, Cristina  Battistella, Antonio Menon, fondatore e presidente Fondazione The Bank Istituto per gli studi sulla pittura contemporanea ETS , Ester Grossi, artist in residence di Fondazione Palazzo Boncompagni, tra le protagoniste del progetto con un’opera sulla rigenerazione delle materie prime. Come lei tutti gli altri artisti coinvolti che fanno parte della Fondazione The Bank – Marco Fantini, Claudia Matta, Silvia Mei, Elena Monzo, Elisa Rossi, Marta Sesana, Chiara Sorgato e Cristiano Tassinari – sono stati chiamati a esprimere la loro visione sull’argomento personalizzando ciascuno un capo di abbigliamento.

Il progetto

L’intenzione è stata quella di ridefinire il paradigma dentro al quale si creano nuovi schemi legati alla sostenibilità, come in una sorta di ricostruzione di una realtà ideale, seguendo il principio del “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, in modo che una volta rigenerata la materia prima, in questo caso da tessuti scartati o riciclati, essa stessa può rinascere in nuovi capi. Sempre più spesso infatti gli acquisti relativi al mondo della moda sono legati al fast fashion e assistiamo ad un “mordi e fuggi” dell’acquisto impulsivo e compulsivo a basso prezzo senza dare un giusto valore a ciò che scegliamo di indossare. Nell’applicare l’opera d’arte ai capi di abbigliamento, il significato intrinseco diventa legato alla durata, come se l’opera d’arte contaminasse

positivamente il capo e ne limitasse l’obsolescenza programmata. La trasformazione della materia mantiene quindi il valore del capo, il quale viene ulteriormente amplificato dall’intervento artistico che ci fa riflettere su quale sia il valore che conduce a scegliere di indossare un determinato indumento.

Personalmente ho sempre considerato il vestire “cibo per l’anima” al pari di una bella lettura o guardare un’opera d’arte, un qualcosa che ci rappresenta e che fa parte inesorabilmente di noi stessi, della vita che si stratifica attraverso le nostre esperienze – dichiara Cristina Battistella – . Perché quindi non farlo bene? Perché non insegnarlo alle nuove generazioni o ricordarlo alle trascorse? Perché non emozionarci più quando troviamo qualcosa di “fatto bene e con cura” che ci valorizza, che ci fa stare bene dal punto di vista estetico, ma non solo? Ecco perché è nato questo progetto, per riabituarci a dare il giusto valore a ciò che indossiamo. Non possiamo più permetterci di essere superficiali, nemmeno quando siamo difronte ad un armadio per decidere con che cosa usciremo di casa”

Il progetto è stato realizzato completamente da una filiera locale italiana con tessuti riciclati o naturali, in alcuni casi anche non tinti o trattati, oppure di fine pezza di produzione (leftovers) nel rispetto dei canoni sostenibili. La fase finale del progetto prevede la vendita dei capi e delle opere attraverso un’asta il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

“Galleria Cavour 1959 è lieta di ospitare un evento che riunisce importanti esponenti del mondo della moda, della sostenibilità e dell’arte – dichiara Paola Pizzighini Benelli, AD di Magnolia SRL a cui fa capo Galleria Cavour 1959 – La moda è una forma d’arte a sé stante e le nostre scelte in fatto di stile possono avere un impatto significativo sull’ambiente. Con questo talk, vogliamo dare voce a diverse esperienze e punti di vista per approfondire un argomento di grande attualità che si inserisce perfettamente nel nostro impegno per la sostenibilità e la valorizzazione dell’arte. Il talk sulla moda sostenibile è solo l’inizio di un percorso che Galleria Cavour 1959 vuole intraprendere per sensibilizzare la comunità su questo tema di grande importanza”.

Il talk è a ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria compilando  il modulo al seguente link: https://galleriacavour.it/news/la-geografia-della-trasformazione/ .