Paziente allettato
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Coinvolti infermieri specializzati, vulnologi, chirurghi plastici, infettivologi, chirurghi generali, ortopedici e urologi

L’Istituto di Montecatone, dove dal 2012 si è costituita una task force multidisciplinare con il compito di gestire le lesioni da decubito nelle persone con lesione al midollo spinale, mantiene saldamente i propri standard di qualità e produttività nonostante le problematiche Covid correlate del biennio 2020 – 2022. Non è cosa di poco conto se si pensa che nei pazienti sottoposti a lunghi periodi di degenza è un problema che va a sommarsi al trauma di un prolungato ricovero o di percorsi terapeutici talvolta impegnativi.

«Abbiamo trattato un’ottantina di pazienti affetti da 97 lesioni da pressione – spiega Luca Negosanti, chirurgo plastico al Montecatone R.I. – nel blocco operatorio di Imola. La percentuale di guarigione completa dopo il ricovero in Istituto è stata del 96,7%. A questa statistica, già robusta, vanno sommate le 32 lesioni trattate nel nostro ambulatorio chirurgico, con un tasso di guarigione completa del 94%. Risultati che confermano la validità del protocollo elaborato dal team wound care di Montecatone». Più in particolare alla gestione preoperatoria e postoperatoria dei pazienti – seguiti dal ricovero – e all’istituzione di un ambulatorio di follow-up che permette di controllare i pazienti fino a un anno dalla dimissione, gestendo quindi tempestivamente eventuali complicanze. Complessivamente, dal 2012, i pazienti trattati sono oltre 600.

«Il periodo del Covid ci ha posto dinnanzi a numerose sfide innescate dalla riduzione dei ricoveri, delle attività ambulatoriali e dalla chiusura delle sale operatorie. L’Istituto ha risposto a questi deficit incrementando l’attività di telemedicina fornita dal team wound care con cui abbiamo seguito diversi pazienti a distanza in collaborazione con gli infermieri domiciliari. Significativi investimenti nella piastra ambulatoriale – e in particolare la creazione dell’ambulatorio chirurgico – hanno inoltre consentito l’esecuzione di interventi di riparo quando le sale operatorie a Imola erano indisponibili o ridotte. Abbiamo inoltre aumentato le prime visite del team per far fronte alle numerose richieste di assistenza». La conferma dei numeri è ulteriore dimostrazione dell’importanza che in Istituto riveste la gestione delle complicanze nella persona con lesione midollare cronica, divenuta un plus riconosciuto a livello nazionale.

E un ulteriore incremento della qualità assistenziale, a Montecatone, è la recente introduzione della tecnologia laser – che ha già al suo attivo oltre 160 trattamenti: «Si sta rivelando una innovazione significativa nel wound care: la possibilità di eseguire trattamenti mirati e con scarso sanguinamento – aggiunge ancora Negosanti – la rende fruibile ai pazienti ricoverati e/o a utenti esterni. Nei primi è particolarmente indicata nel caso di ampie lesioni da decubito. Nel recente passato – aggiorna il chirurgo – i pazienti venivano trasportati a Imola per eseguire l’intervento che oggi avviene qui con notevole risparmio di risorse e minore discomfort. In Day Hospital e ambulatorialmente, invece, seguiamo oramai con regolarità numerosi pazienti sempre per lesioni da decubito, ulcere vascolari o piede diabetico, con un notevole miglioramento dovuto all’effetto di biostimolazione indotto dal laser».