Esame medico
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La percentuale di chi fa controlli regolari è in calo: appena il 30%, rispetto al 47% della rilevazione precedente

I bolognesi fanno ancora poca prevenzione,ei tempi di attesa eccessivi sono uno dei fattori principali che li scoraggia a farne di più. A dirlo è l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, che insieme a Nomisma ha sondato l’attitudine nei confronti dei controlli e delle visite di prevenzione nel capoluogo emiliano.

Dalla ricerca emerge come la percentuale bolognesi che dichiara di monitorare la propria salute con controlli regolari si attesti al 30%: in calo rispetto alla rilevazione svolta all’inizio dello scorso anno (47%) e ben al di sotto della media nazionale (41%). In questo senso, ridurre i tempi di attesa sembra essere una delle chiavi per incentivare i bolognesi a prendersi maggiormente cura della propria salute: quasi un intervistato su tre (29%) afferma che sarebbe disposto a effettuare più controlli, se i tempi di attesa si accorciassero, e il 19% se ci fosse maggior disponibilità di date e orari.

Ma come si comporta concretamente chi vive sotto le Due Torri rispetto a esami e controlli di prevenzione? Partendo dai dati positivi, è incoraggiante che quasi la totalità del campione (95%) affermi di essersi rivolto al proprio medico di base almeno una volta nel 2023. Negli ultimi 12 mesi, inoltre, più di quattro bolognesi su cinque (84%) hanno anche svolto delle analisi del sangue, un controllo essenziale per la diagnosi di tantissime malattie.

Risultano però ancora decisamente trascurate molte visite specialistiche: un bolognese su quattro (25%), ad esempio, non fa una visita odontoiatrica o un’igiene dentale da oltre 3 anni, e il 56% non ha mai eseguito una visita dermatologica per la valutazione dei nei. Anche la situazione dei controlli tipici della salute femminile non è rassicurante: non va dal ginecologo da almeno 3 anni quasi una bolognese su tre (30%), e da altrettanto tempo il 31% non effettua un Pap test.

In questo senso, oltre ai tempi di attesa a Bologna influiscono almeno in parte anche considerazioni economiche: tra chi non ha effettuato alcun esame di prevenzione da oltre tre anni, il 14% cita come motivazione i costi troppo elevati, e il 51% dice che ne effettuerebbe di più se fossero gratuiti.

Ma l’indagine di UniSalute evidenzia anche quanto pesi sulle decisioni delle persone la scarsa cultura della prevenzione: quasi due bolognesi su tre (62%) confessano di evitare le visite, rimandandole in caso di problemi di salute trascurabili (44%) o ammettendo di cercare di farne il meno possibile (18%). Il 54%, infine, dichiara di preferire curarsi solo quando comincia a soffrire di un disturbo o di una malattia vera e propria.